Coop Alleanza 3.0 toglie i prodotti israeliani e promuove la Gaza Cola

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La scelta, annunciata senza mezzi termini, è chiara: sugli scaffali dei supermercati Coop Alleanza 3.0 non troveranno più spazio alcuni prodotti israeliani, dalle arachidi alla salsa tahina, passando per i gassificatori Sodastream. Al loro posto, da qualche settimana, è comparsa la Gaza Cola, bevanda il cui ricavato contribuirà alla ricostruzione di un ospedale nella Striscia di Gaza. Una mossa che, sebbene simbolica, assume un peso specifico non indifferente, considerando la capillarità della cooperativa, presente in sette regioni con oltre 350 punti vendita.

La decisione, come spiegato dalla stessa Coop, non nasce dal nulla. Già da tempo l’azienda aveva espresso la propria posizione, dichiarandosi "al fianco di tutte le forze – Enti, Istituzioni e Associazioni – che chiedono l’immediata cessazione delle operazioni militari". A spingere verso un passo concreto, tuttavia, sono stati sia il rapporto della commissione etica interna sia le sollecitazioni di alcuni soci attivisti durante l’assemblea dello scorso 21 giugno.

Quella di trasformare gli scaffali in una forma di protesta, del resto, non è una novità assoluta. Basti pensare, tanto per fare un esempio recente, ai supermercati canadesi che hanno boicottato i prodotti statunitensi in segno di dissenso. Ma qui la posta in gioco è diversa: non si tratta solo di rimuovere merce, bensì di sostituirla con un’alternativa che veicola un messaggio preciso. La Gaza Cola, infatti, non è una semplice bibita, ma un simbolo di solidarietà verso i palestinesi, così come la scelta di eliminare i prodotti israeliani vuole essere un gesto di denuncia verso le violenze nella Striscia.

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