Borse in rosso e Trump esulta: «Saremo più forti», mentre i dazi scatenano il caos
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Il day after dell’annuncio dei nuovi dazi americani ha lasciato segni profondi sui mercati finanziari, con le principali piazze mondiali in picchiata e gli analisti che già parlano di rischi recessivi per l’economia globale. Ma mentre le borse tremano, Donald Trump non nasconde il suo ottimismo: «L’intervento è finito, il paziente è sopravvissuto e sta guarendo», ha dichiarato, aggiungendo che gli Stati Uniti saranno «più forti, più grandi e più resilienti che mai».
Quello che si profila, però, è uno scenario ben più complesso di una semplice ripresa. I dazi imposti dall’amministrazione statunitense hanno infatti innescato una reazione a catena, con l’Unione Europea che valuta contromisure e i mercati in fibrillazione. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha assicurato una risposta «rapida», tra fine aprile e inizio maggio, pur lasciando aperta la porta a un negoziato con Washington.
Intanto, gli economisti sollevano dubbi sulle cifre utilizzate dalla Casa Bianca per giustificare le nuove tariffe. Secondo i dati diffusi da Trump, i dazi europei sulle merci statunitensi sarebbero pari al 39%, una stima che contrasta con quelle ufficiali dell’Ue, che si attestano tra l’1% e il 3%. Paul Krugman, premio Nobel per l’economia, non ha usato mezzi termini: «È completamente folle».




