Il governo chiede la fiducia sul decreto bollette, mentre l’Arera annuncia un rincaro dell’8,1% per i clienti vulnerabili

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’aumento, comunicato dall’Authority, riguarda esclusivamente i circa 3 milioni di utenti che sono ancora serviti nel regime di Maggior Tutela, quella sorta di ammortizzatore sociale tariffario che, va detto, non esiste più per le famiglie non vulnerabili da tempo. L’Arera, nel precisare che tutti i clienti definiti “vulnerabili” – un’etichetta che include anziani, disabili o nuclei in condizioni economiche disagiate – i quali si trovassero accidentalmente finiti nel mercato libero, conservano il diritto di rientrare in questo regime protetto, ha voluto comunque offrire una valvola di sfogo. La ragione del rincaro, per quanto parziale, è stata indicata con chiarezza: l’incertezza sulla durata del conflitto in Medio Oriente, con le sue continue escalation, ha innalzato i prezzi dei prodotti energetici sui mercati internazionali. Ne consegue una ricaduta diretta sulle bollette elettriche, sebbene l’aumento della spesa per la materia energia venga solo parzialmente compensato da una riduzione del 2,2% del prezzo di dispacciamento (il cosiddetto PD, che riguarda il trasporto sulla rete).

Numeri e stime: 45 euro in più all’anno per i più esposti

Federconsumatori ha subito definito le misure del governo – quelle contenute nel decreto Energia su cui si voterà la fiducia – come del tutto insufficienti; l’associazione, pur senza mezzi termini, ha sottolineato come le iniziative temporanee per il caro carburanti non bastino ad assorbire uno choc che arriva da lontano. Ancora più precisi i calcoli dell’Unc (Unione Nazionale Consumatori): per un nucleo familiare vulnerabile l’aumento si traduce in circa 45 euro in più su base annua, facendo schizzare la spesa totale prevista nei prossimi dodici mesi a 605 euro. Una cifra che, per chi vive già con redditi minimi, rappresenta un salasso silenzioso. Nessuno, tra i tecnici dell’Arera, si è spinto a definire se questa sia solo la prima avvisaglia di una tendenza destinata a peggiorare; ci si è limitati a registrare il dato del secondo trimestre, lasciando ai fatti il compito di raccontare il seguito.

La fiducia a Montecitorio e i tempi serrati del decreto Energia

Nel frattempo, il quadro politico procede su un binario parallelo ma strettamente collegato. Lunedì pomeriggio il governo ha ufficialmente chiesto la fiducia alla Camera sul decreto Bollette, quel provvedimento – varato dal Consiglio dei ministri a fine febbraio – che contiene misure urgenti per abbassare il costo di gas ed elettricità. L’aula di Montecitorio discute ora il testo, ma la discussione sarà interrotta nella mattinata di martedì dal voto di fiducia: un passaggio tecnico che, se approvato, comporterà l’automatica approvazione del provvedimento (salvo sorprese sui numeri). Subito dopo, si procederà al voto finale. L’effetto pratico, spiegano i cronisti parlamentari, è quello di blindare il decreto contro eventuali emendamenti o tentativi di dilazione da parte delle opposizioni. Un modo, questo, per far arrivare i primi sostegni economici senza attendere tempi ordinari che, in una fase di mercati così volatili, sarebbero probabilmente troppo lunghi.

Conflitti lontani e bollette italiane: il legame che nessuno può più ignorare

La nuova fiammata dei prezzi energetici, causata dalle tensioni in Medio Oriente e dal perdurare della guerra in Ucraina – due teatri che ormai influenzano ogni variazione delle quotazioni del greggio e del gas – inizia a far sentire i suoi effetti non solo al distributore di benzina, ma anche sulla bolletta della luce che arriva a casa. Non si tratta, viene precisato dagli analisti del settore, di un rincaro omogeneo per tutti: il mercato libero, per chi vi ha aderito, potrebbe offrire condizioni diverse, mentre i vulnerabili restano agganciati a un meccanismo tariffario che l’Arera aggiorna trimestralmente in base all’andamento dei costi all’ingrosso. Un meccanismo trasparente, ma anche spietato, perché non ammette sconti di natura politica. Intanto, a livello giornalistico, i telegiornali si sono divisi tra chi dava la notizia del caro bollette e chi, come il Tg4, proponeva approfondimenti sui principali fatti del giorno, compresa la cronaca nera – ad esempio l’omicidio di Pierina Dassilva – e la guerra dei carburanti raccontata da Paolo Del Debbio in un mercato ortofrutticolo di Milano, dove i rincari rischiano ora di ripercuotersi sull’intera filiera alimentare. Due piani, quello energetico e quello economico generale, che tendono a sovrapporsi drammaticamente.

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