Il boom dei super-ricchi: 89 nuovi paperoni al giorno, oltre 700mila in cinque anni (e l’Italia meta preferita)
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Redazione Economia
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Nonostante un contesto internazionale che, va detto, appare quotidianamente scosso da conflitti armati, crisi energetiche e tensioni inflazionistiche, il patrimonio dei grandissimi facoltosi continua a crescere a ritmi impressionanti. È quanto emerge dalla ventesima edizione del “Wealth Report” di Knight Frank, anticipata nei giorni scorsi dal Sole 24 Ore, una fotografia che racconta un’accelerazione senza precedenti nella concentrazione della ricchezza globale. Tradotto in numeri, il fenomeno assume i contorni di un autentico record: ogni giorno, nell’arco degli ultimi cinque anni, sono comparsi 89 nuovi individui con un patrimonio netto superiore ai 30 milioni di dollari. Il totale di questi multimilionari, dal 2021 a oggi, ha così superato abbondantemente le 713mila unità.
La ricchezza cresce, ma cambiano le regole dell’investimento
Il dato, di per sé sorprendente, diventa ancora più significativo se lo si osserva alla luce delle incertezze politiche ed economiche che hanno segnato il biennio 2024. Guerre e rincari dell’energia, insomma, non colpiscono tutti con la stessa ferocia: anzi, per una ristrettissima fascia della popolazione mondiale, si sono rivelati un’opportunità di ulteriore accumulo. La società di consulenza immobiliare Knight Frank, uno dei riferimenti più ascoltati nell’analisi dei grandi patrimoni e del mercato del lusso, sottolinea però un aspetto qualitativo: sta mutando la maniera con cui questi capitali vengono investiti e gestiti. Non basta più la tradizionale suddivisione tra azioni, obbligazioni e materie prime; si cercano rifugi alternativi, e l’immobiliare di prestigio gioca un ruolo da protagonista.
L’Italia fa il pieno di paperoni, e la flat tax parla chiaro
Ed è proprio in questo scenario che l’Italia emerge come una delle mete preferite dai grandi patrimoni internazionali. Il Belpaese, con il suo regime fiscale agevolato – la celebre flat tax per i nuovi residenti – sta attirando un numero crescente di super-ricchi, molti dei quali provenienti da Paesi ad alta fiscalità come Francia, Germania e Regno Unito. Le cifre, sebbene parzialmente coperte da riservatezza per ragioni di privacy fiscale, indicano una tendenza netta: i trasferimenti di facoltosi stranieri verso Milano, Roma, la Toscana e il lago di Como hanno subito un’accelerazione negli ultimi dodici mesi. Nessuna sorpresa, se si considera che l’offerta di una tassazione sostitutiva sul reddito prodotto all’estero continua a rappresentare un formidabile magnete.
L’intelligenza artificiale come nuovo motore dei miliardari
Uno degli elementi più interessanti, e per certi versi controversi, riguarda il ruolo dell’intelligenza artificiale nella creazione di nuova ricchezza estrema. Secondo una ricerca citata nel report – ma non va confusa con l’edizione Knight Frank – l’AI avrebbe un effetto diretto e quasi inevitabile: aumentare il numero di miliardari nel mondo. Le proiezioni attuali parlano di un passaggio dagli attuali tremila miliardari a quattromila entro il 2031, e gran parte di questa impennata sarebbe riconducibile agli investimenti nel settore tecnologico legato all’apprendimento automatico e alle piattaforme generative. Mentre l’economia reale arranca tra iperinflazione e superincertezza, insomma, l’industria dei super-super-ricchi non ha mai conosciuto una fase di così robusta espansione.




