Irpef al 33% solo fino a 50 mila euro, paperoni pagheranno di più per venire in Italia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il governo, dopo aver tenuto due consigli dei ministri – uno ieri e l’altro previsto per venerdì – ha definito i contorni di una mini-manovra, la quarta dall’insediamento dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni e la più modesta, per entità di risorse impegnate, da un decennio a questa parte. I provvedimenti approvati, che comprendono il Documento programmatico di Bilancio e il Decreto Economia, delimitano infatti un intervento da appena 18 miliardi di euro, stanziati nell’arco di un triennio, e sono già stati sottoposti all’esame della Commissione Europea. Una manovra che, come è stato osservato da più parti, si può definire “da quattro soldi”, la cui conclusione è slittata a causa della necessità di un ulteriore passaggio in Consiglio dei ministri, fissato per il prossimo fine settimana.

Le novità sul fisco e i redditi più alti

Tra gli aspetti più significativi, che hanno attirato l’attenzione degli analisti, vi è la decisione di innalzare la soglia per l’applicazione dell’aliquota Irpef del 33%, portandola fino a 50 mila euro di reddito; una misura, questa, che si accompagna a un taglio delle detrazioni fiscali – quantificabile in circa 440 euro annui – per tutti coloro i quali guadagnano più di 200 mila euro. Si tratta di scelte che, nel loro complesso, rendono il sistema tributario italiano meno attraente per i cosiddetti “paperoni”, i quali, qualora decidessero di trasferirsi nel paese, si troverebbero a fronteggiare un prelievo più consistente. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha peraltro illustrato, seppur per linee generali, i contenuti della prossima legge di Bilancio, sottolineando come siano previsti due miliardi destinati a favorire l’adeguamento salariale al caro-vita, con un orizzonte temporale fissato per il 2026.

Gli interventi a favore delle imprese e le altre misure

Oltre alle disposizioni di carattere fiscale, il pacchetto approvato dal Consiglio dei ministri reintroduce il superammortamento per le imprese, con uno stanziamento complessivo di quattro miliardi, mirando a rilanciare gli investimenti privati in un momento di incertezza economica. Viene inoltre disposta l’esclusione della prima casa dal calcolo dell’Isee, un provvedimento che avrà ripercussioni sull’accesso a una serie di agevolazioni e benefici per un ampio numero di famiglie. Non mancano, infine, capitoli di spesa dedicati agli aumenti per i salari, come già anticipato, e per le spese militari, sebbene i dettagli operativi su questi ultimi punti non siano stati ancora completamente divulgati.

Il percorso verso l’approvazione definitiva

Il percorso legislativo della manovra, che prosegue dunque ai tempi supplementari, vedrà il suo prossimo step fondamentale nel consiglio dei ministri di venerdì, dove si prevede l’approvazione definitiva dei testi. Quello di ieri è stato un passaggio necessario per l’invio del Documento programmatico di bilancio a Bruxelles, un atto dovuto che sancisce l’avvio del dialogo con le istituzioni comunitarie in materia di politiche economiche. L’esecutivo, nel suo complesso, ha voluto rimarcare come le risorse messe in campo, sebbene non ingenti, siano indirizzate a settori ritenuti prioritari per lo sviluppo del paese, pur nella consapevolezza dei vincoli di finanza pubblica che condizionano l’azione di governo.

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