Boom di super-ricchi, 89 nuovi paperoni al giorno: oltre 700mila in cinque anni

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Settanta, e dico settanta, nuovi multimilionari al giorno. Poi il conto – e qui sta l’accelerazione davvero impressionante – sale fino a toccare quota 89. È questo, in numeri che suonano quasi surreali, il flusso costante di patrimoni stellari che si è aggiunto al globo negli ultimi cinque anni. La fotografia, scattata dalla ventesima edizione del “Wealth Report” di Knight Frank e anticipata dal Sole 24 Ore, rivela una verità scomoda ma cristallina: guerre, crisi energetiche e turbolenze politiche non affondano tutte le barche allo stesso modo. Anzi, mentre la retorica dominante dipinge un mondo in affanno, la galassia dei capitali più elevati continua a espandersi senza apparenti ostacoli, quasi immune alle intemperie che tormentano le economie reali e i bilanci familiari medi. Dal 2021 a oggi, il numero di individui con un patrimonio netto superiore ai 30 milioni di dollari ha raggiunto complessivamente 713.626. Una massa critica, la loro, che cresce a un ritmo sostenuto nonostante un contesto internazionale – lo si ripete – segnato da incertezze profonde.

L’effetto valanga dei grandi patrimoni

Se si analizza il dato giorno per giorno, viene da chiedersi come sia possibile un simile incremento in un’epoca di inflazione galoppante e tassi in rialzo. La risposta, per quanto amara, risiede nella progressiva polarizzazione della ricchezza. I super-ricchi, quei paperoni che spesso si agitano tra Dubai, Londra e la Svizzera, hanno saputo diversificare e proteggersi; le loro risorse, per certi versi, traggono vantaggio proprio dalla volatilità che atterrisce i mercati azionari popolari. Nei cinque anni presi in esame si è registrata una vera e propria impennata, un boom che di recessivo ha ben poco, anzi: ogni crisi, in fondo, rappresenta per loro una formidabile opportunità di acquisto e di riposizionamento. Gli 89 nuovi “paperoni” giornalieri rappresentano quindi non un’eccezione, ma la logica conseguenza di un sistema economico dove chi già possiede molto è nelle condizioni ideali per accumulare ancora di più, mentre il resto del mondo subisce gli urti.

La fuga verso l’Italia, tra flat tax e riparo geopolitico

E l’Italia, in questo quadro, si scopre meta sempre più ambita. Cresce ininterrottamente il numero di super-ricchi che scelgono di trasferirsi nel Belpaese; un esodo silenzioso, ma numericamente significativo, trainato da una miscela esplosiva di incentivi fiscali – la celebre flat tax per i neo-residenti – e da una crescente domanda di sicurezza. Il fattore tributario, che fino a poco tempo fa rappresentava il principale criterio di scelta, è stato soppiantato da una priorità ben più elementare: trovare angoli di mondo dove mettersi al riparo dalle tensioni provocate dai conflitti. L’aumento della volatilità geopolitica, si legge nel report, modifica le priorità nella scelta delle destinazioni internazionali, accelerando cambiamenti strutturali già in corso. «A seguito dei recenti shock», ha spiegato Marc Acheson, global wealth specialist di Utmost, «le famiglie facoltose stanno diversificando sempre più la propria presenza internazionale». E l’ultimo conflitto in Iran ha fatto da ulteriore acceleratore, spingendo capitali e persone verso Paesi considerati più stabili, l’Italia in testa.

La rincorsa dei patrimoni e il nuovo clima internazionale

C’è un’altra considerazione, e va aggiunta senza troppi giri di parole. Questa migrazione dei grandi capitali avviene in un contesto globale dove la presidenza di Donald Trump – ormai da più di un anno stabilmente riconfermato alla Casa Bianca – ha impresso una direzione precisa alle politiche economiche americane. Non che la sua rielezione faccia più notizia, intendiamoci. Ma l’effetto combinato di dazi, deregulation e tagli fiscali negli Stati Uniti ha indirettamente spinto altri governi, compreso quello italiano, a correre ai ripari con regimi di favore per attrarre quelle stesse ricchezze. Alla fine, tra una crisi e l’altra, i numeri parlano chiaro: oltre 700mila multimilionari nel mondo, centinaia di nuovi ingressi ogni settimana nel nostro Paese. Inchieste e sviluppi giudiziari sulla reale efficacia di questi incentivi – non mancano certo le polemiche silenziose tra magistratura e fisco – restano per ora sullo sfondo, mentre il flusso, inesorabile, continua ad alimentarsi giorno dopo giorno.

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