Tensioni al confine tra Israele e Libano: l'Italia invia un nuovo contingente
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Redazione Esteri
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Nel confine invisibile che separa Israele e Libano, lungo la cosiddetta Blue Line, le operazioni dei caschi blu del contingente di Unifil si stanno riducendo. Tuttavia, in questo momento di tensione, l'Italia sta inviando un nuovo contingente.
Il cambio della guardia
Le truppe italiane stanno effettuando il cambio della guardia. Nonostante sia in corso un'operazione di evacuazione, la Difesa italiana ha deciso di inviare un nuovo contingente. Gli uomini della Brigata Sassari, guidati dal generale Stefano Messina, sono partiti dall'aeroporto di Alghero per raggiungere il Libano.
La risposta di Israele
Poco prima che il fumo si alzasse dalla periferia meridionale di Beirut, mostrando al mondo la risposta di Israele all'attacco a Majdan Shams, i soldati italiani erano già in viaggio. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha risposto con un lancio di razzi su "obbiettivi terroristici" sul territorio libanese, minacciando una "risposta dura".
Preoccupazioni italiane
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, attualmente in visita in Cina, ha espresso grande preoccupazione per il rischio di una escalation regionale in Libano. L'Italia ha una rilevante presenza militare nel paese, proprio vicino al confine tra Israele e Libano, lungo la Linea Blu presidiata dalle forze di pace delle Nazioni Unite.
Chiamata alla de-escalation
"Noi siamo a favore di una de-escalation", ha dichiarato Tajani, sottolineando che Hezbollah deve rispettare la risoluzione 1701 delle Nazioni Unite. "Speriamo che non ci sia un'escalation, perché Israele ha diritto a difendersi ma deve impedire che il conflitto si allarghi, non cadere nelle provocazioni di Hezbollah. Stiamo seguendo minuto per minuto attraverso l'ambasciata d'Italia a Beirut e quella a Tel Aviv l'evolversi della situazione, seguiamo con grande attenzione anche la situazione dei nostri connazionali che vivono in Libano, pronti a tutelarli in tutti i modi possibili".




