Poste, il Mef deposita la lista e sceglie ancora Rovere presidente con Del Fante a.d.

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il ministero dell’Economia e delle Finanze, che come noto controlla direttamente il 29,26 per cento del capitale di Poste Italiane e sale al 64,26 attraverso la partecipazione di Cassa depositi e prestiti, ha depositato la lista per il rinnovo degli organi sociali del gruppo. La documentazione, resa pubblica nella giornata di oggi, arriva a poche settimane dall’assemblea degli azionisti convocata per il 27 aprile, un appuntamento che si preannunciava come una semplice formalità tecnica – e che tale sembra destinato a restare – vista la maggioranza schiacciante del socio pubblico. Il Mef, con questo atto formale, mette nero su bianco la propria volontà di confermare l’attuale vertice aziendale, blindando così l’assetto strategico del colosso postale e logistico.

Silvia Rovere presidente, Matteo Del Fante confermato amministratore delegato

La lista presentata dal Tesoro prevede infatti la riconferma di Silvia Rovere alla presidenza del consiglio di amministrazione, mentre Matteo Del Fante – già alla guida operativa della società – viene indicato nuovamente come amministratore delegato. Una scelta, questa, che non sorprende gli analisti di settore, i quali avevano dato per scontato un rinnovo dei vertici in continuità con la strategia degli ultimi anni. La stessa nota diffusa dal dicastero di via XX Settembre chiarisce senza ambiguità la composizione del futuro cda: accanto a Rovere e Del Fante, siederanno come consiglieri Wanda Ternau, Salvatore Muscarella, Francesco Scacchi e Olga Cuccurullo. Quattro nomi, questi ultimi, che vanno a completare un organo collegiale volutamente snello e omogeneo.

Il peso del Mef e il ruolo di Cassa depositi e prestiti nella governance

La partita del controllo di Poste Italiane, va ricordato, non si gioca solo sulla percentuale azionaria detenuta direttamente dallo Stato. Il Mef, attraverso Cassa depositi e prestiti, veicola un ulteriore 35 per cento dei diritti di voto, un meccanismo che di fatto rende ininfluente qualsiasi altra partecipazione, fosse anche di grandi fondi internazionali o investitori istituzionali. Per questo il deposito della lista – un atto obbligato per il socio di maggioranza – assume qui il valore di una investitura senza margini di contrattazione. Nessun'altra lista, al momento, risulta presentata da altri azionisti di rilievo, il che lascia intendere come l’assemblea del 27 aprile si limiterà a ratificare una decisione già ampiamente scontata.

Una governance blindata in vista delle prossime sfide industriali

La riconferma di Rovere e Del Fante arriva in una fase delicata per Poste Italiane, che sta cercando di bilanciare il tradizionale core business postale con l’espansione nei servizi finanziari, assicurativi e logistici. La presidente, che ha già guidato il cda nell’ultimo triennio, porta con sé un profilo tecnico e una conoscenza approfondita delle dinamiche di governance pubblica. Del Fante, dal canto suo, ha retto la gestione operativa durante anni segnati dalla pandemia e dalla successiva accelerazione digitale, dimostrando una certa capacità di adattamento. Resta ora da vedere – ma il Mef non si sbilancia in proposito – se l’azionista pubblico chiederà obiettivi più stringenti sul fronte della redditività o della capillarità del servizio universale. Per il momento, la partita si chiude qui: lista depositata, vertici confermati, assemblea di fine aprile come pura formalità.

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