Manovra 2026, iperammortamenti e Transizione 5.0: le novità per le imprese tra regole nuove e risorse da definire
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Redazione Economia
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Il quadro degli incentivi alle imprese, con la Legge di Bilancio 2026, subisce una torsione significativa che ne ridisegna i confini e le modalità di accesso. La nuova norma, che ha sostituito i precedenti regimi basati sul credito d'imposta, reintroduce infatti il meccanismo dell'iperammortamento, seppure in una veste profondamente rivisitata e inserita in un perimetro più selettivo. L'obiettivo dichiarato del legislatore è quello di condizionare i benefici fiscali al perseguimento congiunto della transizione digitale e di quella energetica, un binomio che diventa il criterio guida per accedere alle agevolazioni.
Il percorso del decreto attuativo
Il testo dell'articolo 1, commi 427-436, della legge n. 199 del 2025, che disciplina il beneficio sotto forma di una maggiorazione del costo fiscalmente ammortizzabile, attende ora il suo completamento operativo. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha già trasmesso la bozza del decreto attuativo al Ministero dell'Economia e delle Finanze, un passaggio necessario per ottenere il cosiddetto "concerto". Solo dopo questo iter, il provvedimento dovrà superare il vaglio della Corte dei Conti per poi essere emanato, definendo così nel dettaglio le modalità pratiche per usufruire dell'incentivo destinato ai beni strumentali nuovi.
Le rassicurazioni sui fondi e i tempi tecnici
Parallelamente, mentre si attendono le regole definitive per il futuro, si cerca di chiarire le incertezze sul passato recente, ovvero sul regime della Transizione 5.0. Fonti ministeriali, di fronte a timori crescenti, hanno voluto rassicurare le imprese circa la copertura finanziaria dei progetti già realizzati. La partita, si sottolinea, non è affatto chiusa poiché il termine ultimo per comunicare il completamento degli investimenti è fissato al 28 febbraio. Solo a quel punto, una volta acquisiti tutti i dati, sarà possibile tracciare un quadro definitivo e valutare l'eventuale esistenza di risorse mancanti, un aspetto che al momento non è dato conoscere con precisione.
Un panorama in divenire
Ne emerge uno scenario in movimento, dove la continuità degli strumenti di sostegno — dalla Transizione 5.0 al nuovo iperammortamento — è affidata a una transizione normativa ancora in corso. La sostituzione del credito d'imposta con la maggiorazione di ammortamento rappresenta, di per sé, un cambio di filosofia che le aziende dovranno metabolizzare nei propri bilanci. L'integrazione tra obiettivi digitali e energetici, d'altro canto, delinea una soglia di accesso più articolata, la cui efficacia pratica sarà misurabile soltanto dopo l'emanazione dei decreti attuativi e alla luce delle effettive disponibilità di fondo.




