Masterchef, il bergamasco Matteo Rialdi avanza: "Un passo verso il sogno"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La cucina del celebre talent culinario, che non ha conosciuto interruzioni neppure per le festività, ha visto giovedì primo gennaio un altro passo in avanti nella competizione da parte di Matteo Rinaldi. L'aspirante chef originario della provincia di Bergamo, confermando il proprio posto nella Masterclass, ha infatti consolidato la propria posizione. La serata, articolandosi tra un'inedita "Green Mistery Box" – una prova improntata alla sostenibilità e alla lotta allo spreco alimentare, la quale valorizza con particolare attenzione gli scarti nobili degli ingredienti – e una successiva prova in esterna, ha offerto diversi spunti. A Rivalta, nel parmense, è stata infatti la brigata blu, alla quale Rinaldi apparteneva, ad aggiudicarsi la vittoria, dopo che lo stesso concorrente si era distinto nella precedente invention test presentando un piatto costruito attorno a un prodotto tipico del territorio orobico.
Le prove e i giudizi dei tre chef
Mentre la gara procede, eliminando qualcuno e salvando altri, i giudizi dei tre chef si rivelano, come di consueto, un elemento cardine della narrazione. Le battute di Antonino Cannavacciuolo, del resto, costituiscono spesso un momento di alleggerimento all'interno della tensione competitiva: durante la puntata, riflettendo su una possibile carriera alternativa, lo chef campano ha scherzato sul proprio ipotetico ruolo in uno studio odontoiatrico, affermando che con una sua sola pacca sul paziente potrebbe indurre "tre giorni" di sonno profondo. D'altro canto, i commenti tecnici restano fondamentali e puntuali, come dimostra l'episodio relativo alla prestazione di un altro concorrente, Jonny, i cui gnocchi sono stati definiti "sbiavidi" da Bruno Barbieri, in un'espressione dialettale che ne sottolineava la mancanza di carattere.
L'Emilia al centro della scena culinaria
Le puntate trasmesse nel periodo di Capodanno hanno, nel complesso, riservato un ruolo di primo piano alla tradizione gastronomica dell'Emilia-Romagna. Oltre alla prova disputata a Rivalta, i piatti e le influenze di questa regione hanno costantemente fatto capolino nei piatti dei concorrenti, dai passatelli alla cotoletta alla bolognese, fino all'onnipresente Parmigiano Reggiano. È in questo contesto che si è messa in luce, tra gli altri, anche l'ex cestista ventenne Irene Rescifina, siciliana trapiantata da due anni a Bologna, la quale ha presentato durante un pressure test degli gnocchi 'mbuttunati che hanno ricevuto un giudizio diametralmente opposto a quello riservato a Jonny, venendo anzi definiti un "piatto meraviglioso" dallo stesso Barbieri.
Il percorso verso la finale
La quindicesima edizione del programma, con il suo cast ormai completo selezionato da Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli – coadiuvati dalla chef Chiara Pavan – è entrata dunque in una fase cruciale. Le prove in esterna, le invention test sempre più impegnative e i pressure test che mettono a dura prova la resistenza psicologica degli aspiranti chef segnano il ritmo serrato della competizione. Matteo Rinaldi, con il suo sorriso e la determinazione che lo hanno portato a definire la recente vittoria "un altro passo verso il sogno", rappresenta solo uno dei volti di questa edizione, nella quale altri concorrenti legati a Bologna, come Matteo Lee – soprannominato "dottor Lee" – avevano già dato prova delle proprie capacità fin dalle prime fasi del gioco, delineando un panorama di contendenti tutt'altro che scontato.




