Mutui, i tassi salgono al 3,56% ad agosto: nuovo massimo da due anni
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Redazione Economia
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I nuovi mutui per l’acquisto di abitazioni diventano più costosi ad agosto 2026, con il tasso medio salito al 3,56% secondo il rapporto mensile dell’Abi. L’incremento rispetto al mese precedente è stato di 16 punti base e porta il costo medio dei finanziamenti immobiliari al livello più alto dall’agosto del 2024.
Il rapporto dell’Associazione bancaria italiana rileva una crescita complessiva del credito destinato a famiglie e imprese. Ad agosto 2026 il totale dei prestiti è aumentato del 3,4% su base annua, con una variazione leggermente superiore rispetto al mese precedente, quando l’incremento era stato del 3,3%.
La dinamica positiva riguarda il finanziamento all’economia reale, con il volume dei prestiti tornato sui livelli dell’ottobre 2022 dopo un percorso di crescita iniziato nel marzo 2025. L’andamento indica una maggiore richiesta di credito da parte dei soggetti privati e delle attività produttive, mentre le condizioni applicate dalle banche mostrano differenze tra comparto immobiliare e finanziamenti aziendali.
Nel dettaglio, il tasso medio sul totale dei prestiti bancari, comprendendo quindi anche quelli già sottoscritti negli anni precedenti, si è attestato al 4,19%. Questo valore descrive il costo complessivo del credito in essere e non coincide con quello applicato alle nuove operazioni.
Il costo dei nuovi finanziamenti destinati alle imprese ha seguito una direzione diversa rispetto ai mutui abitativi. Ad agosto il tasso medio sulle nuove operazioni di credito alle aziende è sceso al 3,66%, con una riduzione di 13 punti base rispetto a luglio.
La differenza tra i due segmenti evidenzia un andamento non uniforme del mercato del credito: da una parte il rialzo registrato sui nuovi mutui casa, dall’altra una diminuzione dei tassi applicati ai nuovi prestiti aziendali. Le condizioni di accesso al finanziamento cambiano quindi in base alla finalità del prestito e alla tipologia di cliente.
L’Abi monitora mensilmente questi indicatori attraverso il proprio rapporto sul settore bancario, che raccoglie l’andamento dei tassi, dei prestiti e della qualità del credito.
Tra gli altri dati contenuti nel rapporto emerge una crescita della raccolta diretta delle banche, aumentata del 2,3%. Anche obbligazioni e depositi hanno registrato una dinamica positiva, con rendimenti in moderato aumento.
Sul fronte della qualità degli attivi bancari, i crediti deteriorati netti sono scesi a 28 miliardi di euro, pari all’1,30% del totale dei crediti. Il dato fotografa il peso delle esposizioni problematiche rispetto all’intero portafoglio dei finanziamenti.
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