Una pianta dai fiori gialli apre la strada al primo farmaco antifumo rimborsato dal Ssn
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Redazione Salute
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La svolta, per chi cerca di liberarsi dalla dipendenza da nicotina, arriva da una fonte inaspettatamente antica quanto la natura che la circonda. È dal maggiociondolo, il Cytisus laburnum riconoscibile per i suoi grappoli di fiori gialli, che si estrae la citisina, un alcaloide vegetale il cui principio attivo – la citisiniclina – diventa il cuore del primo farmaco per la cessazione dal fumo la cui spesa viene ora interamente coperta dal Servizio Sanitario Nazionale. Il via libera, arrivato con la delibera dell’AIFA lo scorso 19 dicembre e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ha ufficialmente trasformato questo trattamento, storicamente disponibile solo come preparato galenico o in alcuni paesi dell’Est Europa, in una terapia standardizzata e accessibile a tutti i cittadini che intendono intraprendere un percorso di disassuefazione.
L’inganno biologico che spegne il desiderio
La forza di questo farmaco, commercializzato con il nome di Recigar dall’azienda polacca Adamed e distribuito in Italia da Laboratorio Farmaceutico CT, risiede nel suo meccanismo d’azione, una sorta di “inganno” molecolare orchestrato ai danni del cervello. La citisina, spiegano gli studi di farmacologia, è un agonista parziale dei recettori nicotinici dell’acetilcolina: si lega cioè agli stessi recettori a cui si aggancerebbe la nicotina, ma lo fa attivandoli in modo molto più debole. In pratica, il farmaco si siede sul “seggiolino” della nicotina, impedendole di scatenare il consueto rilascio di dopamina – il neurotrasmettitore del piacere – che alimenta la dipendenza. Questa doppia azione, sottolineata dagli specialisti, consente di tenere sotto controllo i sintomi dell’astinenza – dall’irritabilità all’insonnia, passando per l’ansia e la difficoltà di concentrazione – mentre, allo stesso tempo, fa sì che l’eventuale sigaretta fumata durante la terapia perda qualsiasi valenza gratificante, trasformandosi in un gesto vuoto, persino sgradevole.
Un protocollo breve e un accesso mirato
A differenza di altri approcci terapeutici, che richiedono mesi di somministrazione, il percorso con la citisina è pensato per essere rapido e strutturato. Il ciclo standard, indicato per i pazienti adulti fino ai 65 anni, ha una durata complessiva di 25 giorni, con un dosaggio che decresce nel tempo per accompagnare l’organismo verso l’indipendenza dalla sostanza. L’obiettivo clinico, secondo le linee guida che hanno portato all’approvazione, è la cessazione completa del consumo entro il quinto giorno dall’inizio dell’assunzione. La rimborsabilità, sebbene rappresenti una svolta epocale nella parificazione della dipendenza da tabacco ad altre patologie croniche, è vincolata a un preciso canale di accesso: la prescrizione deve avvenire nell’ambito dei Centri Antifumo del territorio, uno snodo organizzativo che, secondo gli esperti del settore, rappresenta al contempo una garanzia di appropriatezza e un potenziale ostacolo logistico per alcuni pazienti.
Un’arma in più nella lotta al tabagismo
La molecola, nota da oltre mezzo secolo nei paesi dell’Est, arriva sul mercato italiano forte di un profilo di sicurezza consolidato. Gli studi clinici, pubblicati su riviste come il *New England Journal of Medicine*, ne hanno dimostrato l’efficacia, rilevando tassi di astinenza a sei mesi superiori rispetto alla terapia sostitutiva della nicotina. Gli effetti collaterali, quando presenti, sono generalmente di lieve entità e limitati al tratto gastrointestinale – nausea e disturbi del sonno – con un tasso di interruzione della terapia per reazioni avverse paragonabile a quello del placebo. Con il lancio del prodotto previsto per la prossima primavera, l’Italia allinea la propria offerta terapeutica a una strategia già adottata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha inserito la citisina nell’elenco dei farmaci essenziali, riconoscendone il valore strategico nel ridurre i costi sociali ed economici di un’abitudine che, nel nostro paese, continua a causare decine di migliaia di morti ogni anno.




