Maserati, il tridente torna a casa: a Modena si producono GranTurismo e GranCabrio

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Maserati torna a casa, in quel di Modena, dopo un periodo in cui la produzione era stata distribuita in diversi stabilimenti del gruppo. Il marchio del Tridente, che intreccia la meccanica di precisione all’anima artigianale italiana, riporta nel suo quartier generale di Viale Ciro Menotti la costruzione di due delle sue vetture più iconiche, la GranTurismo e la GranCabrio, in un ritorno che possiede un fortissimo valore simbolico per una città che ha sempre vissuto il rombo dei motori come parte costitutiva della propria identità. Un segnale di rilancio, questo, dato dal nuovo ceo Jean-Philippe Imparato e dal coo Santo Ficili, che inaugurando la nuova linea di montaggio hanno di fatto suggellato un legame indissolubile con il territorio, un legame che va ben oltre la semplice logistica industriale e che si spera possa gettare le basi per un futuro radioso, anche in vista dei prossimi modelli attesi.

Le celebrazioni e le vetture speciali

Per celebrare degnamente l’avvenimento, la Casa ha presentato due esemplari one-off, battezzati “Meccanica Lirica”, i quali, sebbene non rappresentino modelli completamente nuovi, incarnano alla perfezione lo spirito di un marchio che fa dell’esclusività e della personalizzazione il suo stendardo. Queste vetture speciali, delle quali non si svelano tutti i dettagli estetici ma che si intuiscono essere ricche di rimandi alla tradizione e alla cultura motoristica locale, servono a marcare ulteriormente il profondo legame con la città emiliana, quasi a volerne assorbire l’essenza per trasferirla in ogni singolo componente. Un’operazione, questa, che mira a consolidare l’aura di prestigio che da sempre circonda il Tridente e a rinsaldare il rapporto con una clientela che cerca, nell’oggetto automobilistico, molto più di un semplice mezzo di trasporto.

La cautela dei sindacati

Dall’entusiasmo del quartier generale, però, si passa alla cautela che filtra dalle dichiarazioni sindacali. La Fiom Cgil, pur riconoscendo l’importanza dell’avvenimento, fa infatti presente come siano necessarie altre garanzie sul futuro dello storico marchio, sottolineando come le novità siano state comunicate al personale senza un adeguato preavviso. "Sono successe cose importanti a Modena, ma senza preavviso per le lavoratrici ed i lavoratori", hanno fatto sapere dal sindacato, spiegando che questi ultimi hanno avuto modo di conoscere i piani direttamente dall’alta dirigenza, in un clima dove la soddisfazione per il ritorno al lavoro si mescola a una percezione di incertezza che permane. Una posizione, quella dei rappresentanti dei lavoratori, che frena gli entusiasmi e ricorda come il percorso verso una stabilizzazione definitiva sia ancora lungo.

Il nuovo panorama produttivo

Il ritorno a Modena delle due GT si inserisce in un più ampio piano industriale che ridisegna la geografia produttiva del gruppo, con lo stabilimento di Mirafiori che, come è noto, resterà operativo per le nuove Fiat 500 elettrica e ibrida. Questo riassetto, che assegna a ciascun sito una vocazione precisa, delinea una strategia tesa a ottimizzare le risorse e a valorizzare il potenziale di ogni marchio, concentrando a Modena quel sapere tecnico e quell’eredità storica che sono parte integrante del dna delle vetture più prestigiose. Si tratta di un cambiamento significativo, che segna una nuova fase per la Maserati e che, al di là delle celebrazioni, dovrà essere in grado di generare stabilità e prospettive di lungo periodo per tutto l’indotto che ruota attorno al Tridente.

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