Maserati torna a Modena: GranTurismo e GranCabrio rientrano nello storico stabilimento
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Redazione Economia
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La produzione delle Maserati GranTurismo e GranCabrio, due modelli che incarnano l’essenza del marchio del Tridente, tornerà a Modena nella seconda metà dell’anno, segnando un ritorno alle origini dopo il temporaneo trasferimento a Mirafiori. Lo stabilimento di viale Ciro Menotti, cuore pulsante della Motor Valley, riaccoglierà l’intera filiera costruttiva di queste auto, che nel 2019 avevano lasciato la città con l’ultima Granturismo Zeda, ancora equipaggiata con il V8 Ferrari.
Quella nuova, invece, è una generazione che guarda avanti: elettrica nella versione Folgore, ma anche termica con il V6 sviluppato in-house da Maserati. Un cambiamento tecnologico che non ha però cancellato il legame con il territorio, tanto che il rientro a Modena – previsto per il quarto trimestre – assume un valore simbolico oltre che industriale.
Ma se per il gruppo Stellantis si tratta di un riassetto produttivo, le conseguenze si fanno sentire altrove, a cominciare dalla Lear di Grugliasco, fornitrice storica dei sedili per Maserati. L’azienda, già in difficoltà per il calo dei volumi, rischia di vedere ulteriormente ridotta la propria attività, con ripercussioni occupazionali difficili da ignorare.
Intanto, a Torino, il presidente della Regione Alberto Cirio e i segretari di Cgil, Cisl e Uil hanno discusso proprio del futuro del settore automotive, cercando soluzioni per i lavoratori in cassa integrazione. "Ricollocare nei settori emergenti" è stata la parola d’ordine, anche se i tempi restano incerti. Quello che è chiaro, però, è che il trasferimento della produzione Maserati non è un caso isolato, ma l’ennesimo tassello di un quadro più ampio, dove ogni decisione industriale ha effetti a catena.




