Trump a Sharm el-Sheikh per la firma della pace tra Israele e Hamas, truppe Usa già in campo

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre un primo contingente di militari statunitensi ha iniziato a dispiegarsi durante la notte in territorio israeliano, con l’obiettivo di vigilare sull’applicazione del cessate-il-fuoco nella Striscia di Gaza, i riflettori si accendono sulla cerimonia di firma dell’accordo di pace, che sarà co-presieduta dal presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi e da quello americano Donald Trump. L’evento, che segna una svolta dopo un conflitto la cui durata ha provocato immense sofferenze, si terrà a Sharm el-Sheikh e vedrà la partecipazione di una vasta rappresentanza internazionale, comprendente i leader di numerosi paesi europei e mediorientali, i quali hanno ricevuto un formale invito secondo quanto riportato dai media egiziani. L’ammiraglio Brad Cooper, a capo del Centcom, è giunto in Israele, anticipando l’arrivo di circa duecento uomini che completeranno la task force nel corso del weekend, provenienti sia dal territorio nazionale che da basi dislocate in Medio Oriente.

Il riconoscimento italiano alla diplomazia americana

Il governo italiano, dal canto suo, ha espresso un chiaro apprezzamento per l’azione diplomatica portata avanti dall’amministrazione statunitense, attribuendo a Trump un ruolo decisivo nel raggiungimento dell’intesa. La presidente del Consiglio, mantenendo un contatto costante con Washington throughout la notte tra mercoledì e giovedì, ha voluto sottolineare pubblicamente, in un comizio in Toscana, la propria gratitudine verso il presidente americano, riconoscendo l’efficacia di un lavoro “silenzioso e costante” che ha permesso di affrontare la crisi. Le sue parole, che hanno escluso esplicitamente altri attori dalla sfera negoziale, hanno delineato una posizione netta nel sostenere gli sforzi che hanno condotto alla fine delle ostilità.

La macchina umanitaria dell'UNICEF pronta a entrare in azione

L’UNICEF ha accolto con favore la proclamazione del cessate-il-fuoco, un evento che infonde una rinnovata speranza per i bambini palestinesi, molti dei quali hanno patito le conseguenze di un conflitto durato due anni. L’organizzazione, che dispone di oltre millletrecento camion carichi di aiuti di prima necessità – tra i quali tende, generi alimentari, medicinali essenziali e vaccini – è pronta a muoversi non appena le condizioni lo permetteranno. Kit didattici e ricreativi, insieme a forniture idriche e igienico-sanitarie, costituiscono alcuni degli elementi critici che verranno distribuiti grazie al personale e ai partner già operativi sul campo, i quali si stanno adoperando per alleviare le sofferenze della popolazione più vulnerabile.

Il lavoro diplomatico dietro le quinte

I preparativi per il vertice di Sharm el-Sheikh sono stati preceduti da un fitto scambio di consultazioni tra i diplomatici delle nazioni coinvolte, come testimoniato dal colloquio telefonico intercorso tra il ministro degli Esteri egiziano, Badr Abdel Aty, e l’omologo americano Marco Rubio. Questo dialogo, focalizzato sugli ultimi dettagli dell’imminente accordo, ha contribuito a creare il quadro giuridico e operativo entro cui si inserirà la supervisione del cessate-il-fuoco, un compito delicato al quale parteciperanno anche le truppe statunitensi il cui dispiegamento è già in fase avanzata.

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