Inchiesta arbitri-Inter, la procura di Milano verso l'archiviazione ma spunta una nuova partita

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L'inchiesta della procura di Milano sul presunto sistema di condizionamento delle designazioni arbitrali, che vede tra gli indagati l'ex designatore Gianluca Rocchi e che ha coinvolto pesantemente l'Inter, sembra avviarsi verso una conclusione ben diversa da quella prospettata nelle fasi iniziali. Secondo quanto si apprende, gli inquirenti non avrebbero infatti raccolto elementi di prova sufficienti a sostenere l'ipotesi che le presunte pressioni, esercitate o meno tramite interlocutori vicini alla società nerazzurra, abbiano effettivamente alterato la regolarità delle competizioni.

La decisione sulla richiesta di archiviazione, che rappresenta ormai lo scenario più concreto, potrebbe maturare entro la fine del mese di luglio, chiudendo di fatto un capitolo delicato per il calcio italiano.

Torino-Inter del 26 aprile 2026 finisce nel registro degli indagati

Proprio mentre si fa strada l'ipotesi della chiusura del fascicolo, il lavoro della procura ha portato all'emersione di un nuovo elemento destinato a tenere banco. Secondo quanto riportato, la partita Torino-Inter, disputatasi il 26 aprile 2026, è finita sotto la lente degli inquirenti, andando ad aggiungersi alle tre gare già oggetto di esame. In questo caso, l'accusa mossa nei confronti di Rocchi è particolarmente specifica: il designatore avrebbe scelto l'arbitro Maurizio Mariani per dirigere l'incontro soltanto dopo aver ottenuto il previo consenso della società nerazzurra.

L'ipotesi di reato, per la quale si procede nei confronti dell'ex designatore, è quella di aver "fraudolentemente accettato interferenze" al fine di alterare il corretto svolgimento della competizione, un'aggravante che getta un'ombra pesante sulla gestione delle designazioni arbitrali in un match di alta classifica.

Il retroscena su Inter-Verona e la scelta di Manganiello

A complicare ulteriormente il quadro, emergono nuovi dettagli relativi a una gara della stagione 2024/2025, Inter-Verona, che era già finita nel mirino della procura. In questo caso, la contestazione ruota attorno alla scelta di designare l'arbitro Manganiello per dirigere l'incontro. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la preferenza sarebbe caduta su di lui perché l'alternativa rappresentata da Sozza era ritenuta "poco gradita" ai vertici dell'Inter.

Questo passaggio, emerso nel corso delle indagini, suggerisce un presunto condizionamento nelle scelte di Rocchi, il quale avrebbe assecondato le indicazioni provenienti dal club milanese, evitando di nominare un direttore di gara sgradito per non creare tensioni o contestazioni preventive.

Il nuovo interrogatorio di Rocchi e la strategia difensiva

In questo contesto, la posizione di Gianluca Rocchi si è fatta più articolata. Dopo essersi avvalso della facoltà di non rispondere durante il primo interrogatorio di due mesi fa, l'ex designatore ha deciso di cambiare strategia. Nei giorni scorsi, infatti, ha accettato di farsi interrogare in gran segreto dal pubblico ministero Maurizio Ascione e dal procuratore aggiunto Paolo Ielo, presentandosi con il legale Antonio D'Avirro e il nuovo codifensore Antonio Bana. Un invito a comparire, quest'ultimo, distinto da quello notificato il 24 aprile e che ha segnato un punto di svolta nelle indagini.

La decisione di parlare, probabilmente finalizzata a fornire la propria versione dei fatti in un momento cruciale, potrebbe aver fornito nuovi spunti agli inquirenti per valutare la consistenza delle accuse, anche se la prospettiva dell'archiviazione resta al momento quella prevalente.

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