Mondiali di ciclismo, l'impresa solitaria di McNulty a Montréal: Ciccone è nono

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Senza Tadej Pogačar al via, il Mondiale di Montréal si è trasformato in una corsa aperta e imprevedibile, decisa da un attacco arrivato quando nessuno se lo aspettava. A prendersi la maglia iridata è stato Brandon McNulty, gregario di fiducia del capitano sloveno alla UAE Team Emirates, capace di sorprendere tutti con un assolo di oltre trenta chilometri.

Lo statunitense ha tagliato il traguardo dopo sei ore, diciassette minuti e quattro secondi, precedendo di tredici secondi l'australiano Michael Matthews, bravo a vincere la volata degli inseguitori, e l'olandese Mathieu van der Poel, che ha completato il podio.

La prova si è accesa soprattutto negli ultimi cento chilometri, quando sul circuito cittadino di Montréal si sono susseguiti gli attacchi di Wout Van Aert, dello stesso van der Poel, del messicano Isaac Del Toro, del francese Paul Seixas, del britannico Tom Pidcock e dello sloveno Primož Roglič.

Il belga Remco Evenepoel, indicato tra i grandi favoriti della vigilia, ha vissuto una giornata complicata: staccatosi dal gruppo dei migliori, è riuscito a rientrare in più occasioni, salvo poi chiudere solo dodicesimo, mentre il belga non ha mai trovato la condizione migliore.

Il momento decisivo sulla salita di Camillien-Houde

A circa trentadue chilometri dall'arrivo, subito dopo che Del Toro aveva accelerato e il gruppo di testa era stato ripreso, McNulty ha trovato lo spazio per partire in solitaria. Il suo vantaggio ha superato il minuto, ma l'azione ha rischiato di spegnersi sull'ultima ascesa della Voie Camillien-Houde, quando gli inseguitori, con Pidcock e Ciccone in prima linea, sono tornati a una decina di secondi. Sul finale, però, la mancanza di collaborazione nel gruppo alle spalle dello statunitense ha permesso a McNulty di resistere e di conservare un margine sufficiente per alzare le braccia al cielo.

Il titolo americano che mancava da trentatré anni

Per gli Stati Uniti si tratta di un ritorno al successo iridato nella prova in linea maschile che mancava dal 1993, quando a imporsi fu Lance Armstrong; prima di lui, l'altro americano capace di vincere il titolo era stato Greg LeMond nel 1983 e nel 1989. La maglia iridata resta inoltre in seno alla UAE Team Emirates, dopo i trionfi di Pogačar nel 2024 e nel 2025, con lo sloveno costretto a saltare Montréal a causa dell'infortunio alla clavicola rimediato durante la Vuelta.

McNulty, che aveva sfiorato la medaglia nella cronometro di apertura chiudendo quarto, ha commentato l'impresa con parole di incredulità, spiegando di non aver creduto alla vittoria fino agli ultimi metri e di aver sperato in un miracolo.

Ciccone nono: l'Italia resta fuori dal podio

Giulio Ciccone è stato il migliore degli italiani, chiudendo al nono posto dopo una prova corsa sempre nelle posizioni di testa. L'abruzzese ha provato a rientrare su McNulty insieme a Pidcock, arrivando a una ventina di secondi dal fuggitivo, ma la mancanza di collaborazione alle loro spalle ha impedito il ricongiungimento. «Mi dispiace per il risultato, l'Italia meritava di più. Meritava una medaglia», ha dichiarato Ciccone al termine della gara, spiegando di aver provato la propria mossa in salita ma di aver avuto «le forze che erano quelle che erano».

Il capitano azzurro sarà al via anche agli Europei in programma domenica.

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