Rientrati in Italia gli attivisti della Flotilla, il racconto dell'imam: "Umiliazioni e torture psicologiche"
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Redazione Interno
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I primi ventisei attivisti italiani della "Global Sumud Flotilla" sono atterrati all'aeroporto di Malpensa dopo essere stati trattenuti dalle autorità israeliane. Il gruppo, che includeva un consigliere regionale del Pd e Andrea Canazza di Bassano del Grappa, era impegnato in una missione simbolica e umanitaria. Il loro rimpatrio giunge al termine di un complesso braccio di ferro giudiziario che per alcuni membri della missione non è ancora del tutto concluso.
La testimonianza dell'imam Yassine Lafram
A portare una testimonianza diretta è stato Yassine Lafram, presidente dell’unione delle comunità islamiche d’Italia. Appena sceso dall'aereo, ha descritto con parole durissime il trattamento subito: «Umiliazioni e una tortura psicologica». La sua preoccupazione principale è per i connazionali ancora in custodia in una prigione a nord di Israele, a pochi chilometri da Gaza. Secondo il suo resoconto, quella stessa struttura è destinata anche ai palestinesi di Gaza.
Le condizioni di detenzione denunciate
Lafram ha denunciato le dure condizioni di detenzione per gli attivisti, tra cui una sistematica privazione del sonno e la fornitura di pasti insufficienti rispetto agli standard minimi necessari per un essere umano. Tra i detenuti che non hanno ancora ottenuto la libertà c'è il veronese Simone Zambrin. Avendo rifiutato di firmare per un rilascio volontario, dovrà attendere l'esito di un'espulsione formalizzata per via giudiziaria, un percorso che prolunga inevitabilmente i tempi della detenzione.
Il contesto di tensione nella regione
La situazione sul campo rimane estremamente tesa. Mentre si registrano flebili segnali che potrebbero far pensare a un possibile allentamento delle ostilità, le parti continuano a scambiarsi accuse gravissime. Hamas contesta con veemenza le dichiarazioni israeliane su una riduzione delle operazioni militari, affermando che i raid aerei e terrestri proseguono senza sosta e accusando l'esercito di aver causato decine di vittime nelle ultime ventiquattr'ore. Questo clima rende ogni dinamica, compresa quella degli attivisti internazionali, particolarmente delicata.




