Racconto dei liberati dalla Flotilla: umiliazioni e accuse a Israele
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Redazione Interno
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Un gruppo di diciotto cittadini italiani della Global Sumud Flotilla è atterrato a Fiumicino. Il rimpatrio, coordinato dal Consolato italiano in Turchia via Istanbul, non è completo: altri connazionali sono ancora detenuti.
Trattati come terroristi e umiliazioni
I primi racconti dei rilasciati descrivono un trattamento duro. Yassine Lafram, uno degli attivisti, ha parlato di "umiliazioni" e "tortura psicologica" durante la prigionia. Queste accuse sono sostenute anche dai parlamentari del gruppo.
I parlamentari: "Trascinati via senza scelta"
I quattro politici presenti hanno respinto le voci di un rimpatrio di comodo. Hanno precisato di essere stati "trascinati via" senza possibilità di decisione. La eurodeputata Annalisa Corrado ha rigettato le "speculazioni", aggiungendo di essere stati "sbattuti in cella senza diritti" e negati acqua, cibo e servizi igienici.
Ancora detenuti nel carcere del Negev
Tra chi non è rientrato c'è Dario Crippa, ancora detenuto con altri quattordici italiani in un carcere nel deserto del Negev. Le condizioni della struttura sono descritte come pessime, ma le condizioni di salute di Crippa non destano preoccupazione immediata. La situazione giudiziaria per il gruppo rimanente è ancora in divenire.




