SpaceX, ammaraggio nel Pacifico: astronauti tornano dopo 148 giorni nello spazio

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Quattro astronauti, tra cui due statunitensi, un giapponese e un russo, hanno fatto ritorno sulla Terra dopo quasi cinque mesi di permanenza sulla Stazione Spaziale Internazionale. La capsula Dragon di SpaceX, partita dall’ISS il giorno precedente, è ammarata senza intoppi nelle acque dell’Oceano Pacifico, al largo della California meridionale, dove i soccorsi hanno recuperato l’equipaggio.

Anne McClain e Nichole Ayers, entrambe della Nasa, Takuya Onishi, rappresentante dell’agenzia spaziale giapponese Jaxa, e Kirill Peskov, cosmonauta di Roscosmos, erano partiti a marzo nell’ambito del programma Commercial Crew, che prevede la rotazione degli equipaggi attraverso veicoli sviluppati da privati. La loro missione, durata 148 giorni, aveva lo scopo di sostituire i piloti collaudatori rimasti bloccati a bordo della Starliner di Boeing, il cui sviluppo è stato segnato da ritardi e difficoltà tecniche.

Quella di oggi è la decima missione di rotazione completata con successo dalla SpaceX per conto della Nasa, confermando l’affidabilità della capsula Dragon, che ormai da anni garantisce il trasporto di astronauti da e verso l’avamposto orbitante. L’ammaraggio, avvenuto nelle prime ore del mattino, è stato seguito dal recupero immediato dei quattro, che hanno mostrato buone condizioni fisiche nonostante la prolungata assenza di gravità.

La collaborazione internazionale, che vede coinvolti Stati Uniti, Russia e Giappone, prosegue senza intoppi nonostante le tensioni geopolitiche, dimostrando come lo spazio rimanga un terreno di cooperazione privilegiato. Intanto, mentre Trump è di nuovo alla guida degli Stati Uniti, il programma spaziale americano continua a puntare sul settore privato per mantenere una presenza costante nell’orbita terrestre, riducendo la dipendenza dalle Soyuz russe.

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