Salento, il latitante si nasconde tra le statue giganti del presepe e viene arrestato
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Redazione Interno
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Un tentativo di mimetismo destinato a trasformarsi in una cattura, quella avvenuta a Galatone, nel Salento, dove un uomo ha cercato rifugio in un luogo in cui nessuno lo avrebbe mai cercato. Flavio Filoni, primo cittadino del comune leccese, passeggiando in piazza Santissimo Crocifisso lo scorso sabato, ha rivolto lo sguardo verso il presepe allestito dalla locale Pro Loco, notando, tra le figure di cartapesta a grandezza naturale, una presenza che, a un tratto, si è mossa rompendo l'immobilità della scena sacra. "Una delle sagome ha cominciato a muoversi", ha raccontato in seguito il sindaco, il quale, avvicinatosi, ha intimato all'uomo di uscire ricevendo una risposta singolare: "Quella era casa sua".
La scoperta e l'identità del finto pastore
Quel presepe, che per un'ora circa aveva offerto un riparo inaspettato, si è dunque rivelato la trappola nella quale è rimasto intrappolato un 39enne originario del Ghana, già ricercato dalle forze dell'ordine. Sulla sua posizione gravava, infatti, un mandato di arresto emesso dalla Procura di Bologna, emanato per consentire l'esecuzione di una condanna a nove mesi e quindici giorni di reclusione, pena inflitta per reati quali lesioni personali aggravate e resistenza a pubblico ufficiale. La latitanza, iniziata dalla metà di novembre, si è quindi interrotta in modo del tutto atipico, sotto gli occhi di un sindaco che, inizialmente, aveva quasi scambiato quella figura per un messaggio d'integrazione voluto dagli organizzatori della rappresentazione.
Dalla fuga all'arresto in piazza
L'episodio, che unisce elementi di cronaca nera a un contesto fortemente simbolico e tradizionale come quello del Natale, si è concluso con l'intervento delle forze dell'ordine, chiamate sul posto dopo la segnalazione. L'uomo, che era riuscito a confondersi tra i pastori e le altre statue giganti, è stato quindi tratto in arresto e condotto in carcere per scontare la pena residua. La dinamica, sebbione insolita, rientra in quel filone di casi in cui la latitanza si conclude in scenari imprevedibili, lontani dai classici nascondigli, dimostrando come a volte la ricerca della invisibilità possa spingere verso soluzioni tanto audaci quanto fallimentari.
Gli sviluppi giudiziari e il contesto
L'arresto, eseguito regolarmente, chiude un capitolo di una vicenda giudiziaria che ha avuto il suo epicentro a Bologna, ma il cui epilogo si è consumato in una piazza salentina, all'interno di una installazione che richiama annualmente l'attenzione di cittadini e turisti. Senza entrare nel merito delle reazioni, la notizia evidenzia come i mandati di cattura trovino esecuzione anche attraverso circostanze fortuite e come il controllo del territorio, esercitato anche dagli amministratori locali nel corso delle loro attività quotidiane, possa portare a esiti significativi. La Procura di Bologna, che aveva emesso il mandato, vedrà ora proseguire l'iter esecutivo della condanna già inflitta.




