I convocati dell’Italia per i Mondiali di pattinaggio artistico, con Grassl e senza le stelle di Milano Cortina

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Saranno nove gli atleti azzurri al via dei Campionati Mondiali di pattinaggio artistico 2026, ultimo grande evento internazionale della stagione in programma da mercoledì 25 a domenica 29 marzo sul ghiaccio della O2 Arena di Praga. La rassegna iridata post-olimpica vede come da tradizione una lunga serie di assenze pesanti nel campo partenti, e l’Italia non fa eccezione in tal senso. Rispetto ai Giochi di Milano Cortina, la Nazionale italiana dovrà infatti fare a meno dei danzatori Charlene Guignard e Marco Fabbri, così come delle migliori due coppie d’artistico – Sara Conti con Niccolò Macii e Rebecca Ghilardi con Filippo Ambrosini – e di una pedina fondamentale per la conquista del bronzo a cinque cerchi nel Team Event di Assago come Matteo Rizzo. Una delegazione, quella italiana, che pur ridimensionata negli obiettivi di vertice, potrà contare comunque su elementi di sicuro spessore tecnico, pronti a cogliere l’opportunità in un contesto internazionale che, con tutta probabilità, offrirà scenari meno scontati del solito.

Nove azzurri in gara, da Grassl a Frangipani, tra singolo e coppie

A rappresentare l’Italia nei quattro ambiti in cui verranno assegnate le medaglie ci saranno esattamente nove atleti. Nel singolo maschile, la pattuglia è composta da Daniel Grassl, atleta delle Fiamme Oro, e Gabriele Frangipani, anch’egli in forza al gruppo sportivo della polizia di Stato. Una scelta, quella operata dal direttore tecnico, che premia la consistenza mostrata dai due nel corso di una stagione olimpica particolarmente dispendiosa, nella quale Grassl – va ricordato – aveva ottenuto il pass per la finale olimpica proprio ad Assago, prima di chiudere la rassegna a cinque cerchi con un sesto posto che, se letto alla luce delle assenze di alcuni big mondiali, assume i contorni di un risultato di assoluto valore. Nel femminile, sarà invece Anna Pezzetta l’unica rappresentante azzurra, chiamata a confermare le sensazioni positive già messe in mostra durante l’appuntamento casalingo dei Giochi. Sul fronte delle coppie d’artistico, l’Italia schiera Lucrezia Beccari e Matteo Guarise, reduci da una stagione vissuta all’ombra dei successi di Conti e Macii, mentre nella danza la coppia formata da Victoria Manni e Carlo Röthlisberger avrà l’onere e l’onore di difendere i colori azzurri in una specialità che, con l’assenza dei campioni europei Guignard e Fabbri, perde due dei suoi principali punti di riferimento.

Calendario e orari dei Mondiali 2026, ultimo atto della stagione a Praga

La O2 Arena di Praga si appresta dunque a ospitare l’evento che chiuderà ufficialmente la lunga stagione agonistica 2025-2026, iniziata con le tappe del Grand Prix e culminata con l’appuntamento olimpico di Milano Cortina. Come spesso accade nelle rassegne iridate che seguono i Giochi, il programma – articolato in quattro giorni di gare – vede la partecipazione di molti atleti che hanno scelto di non prolungare ulteriormente uno sforzo fisico e mentale già portato all’estremo. Per l’Italia, questa condizione si traduce in una presenza ridotta numericamente rispetto alla spedizione olimpica, ma non per questo priva di ambizioni; Grassl, in particolare, si presenta sulla pista ceca con la consapevolezza di poter giocare un ruolo da protagonista in un singolo maschile che, privo di alcuni dei migliori interpreti del circuito, offre una gerarchia tutt’altro che cristallizzata.

Ilia Malinin e il riscatto dopo la delusione olimpica

Se l’Italia cerca conferme, il grande protagonista atteso sui riflettori di Praga risponde al nome di Ilia Malinin. Lo statunitense, definito nel circuito con l’appellativo di “quad god” per la sua capacità di eseguire salti quadrupli con una facilità impressionante, arriva alla rassegna iridata con un conto in sospeso dopo la prestazione offerta alle Olimpiadi di Milano Cortina. In quella circostanza, il suo programma libero si rivelò tormentato: una sequenza di errori, figli probabilmente di un approccio mentale sbagliato e di un’attenzione mediatica fuori dal comune – amplificata anche da elementi spettacolari ma fuorvianti come i backflip – gli impedì di giocarsi la vittoria, consegnando di fatto l’oro a un Mikhail Shaidorov che, va sottolineato, non sarà presente in questa edizione dei Mondiali. Per Malinin, quindi, il palcoscenico praghese rappresenta l’occasione per chiudere la stagione con una prestazione che restituisca integra l’immagine di un atleta capace di elevare la difficoltà tecnica a livelli mai visti prima. La sua sarà una gara senza pressioni, se così si può definire per chi è abituato a gareggiare costantemente per il gradino più alto del podio, ma con la necessità di dimostrare a se stesso e all’ambiente di aver metabolizzato l’imprevisto scivolone olimpico. Grassl, dal canto suo, si troverà a navigare in un contesto privo dei riflettori più accecanti, una condizione che storicamente gli ha permesso di esprimere il proprio valore senza il peso schiacciante dell’attesa.

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