Etna, aeroporto di Catania chiuso fino alle 22: 34 voli cancellati e 38 dirottati
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Redazione Interno
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L'aeroporto di Catania Fontanarossa è rimasto paralizzato per l'intera giornata di lunedì 14 settembre a causa di una nuova emissione di cenere vulcanica dall'Etna. La società di gestione Sac ha prima disposto la chiusura del settore C1 dello spazio aereo con la sospensione degli arrivi fino alle 16, per poi estendere il blocco anche al settore B3 e alle partenze, prorogando lo stop fino alle 22. Una giornata nera per lo scalo etneo, che si è trovato a gestire una cascata di cancellazioni e dirottamenti su tutti i principali vettori operanti.
La nube di cenere e l'allerta rossa VONA
All'origine dei disagi c'è una nuova fase eruttiva del vulcano, con un'emissione di cenere che ha raggiunto un'altezza stimata di circa quattro chilometri. Nelle prime ore del mattino l'Osservatorio Etneo dell'INGV ha emesso un avviso VONA (Volcano Observatory Notice for Aviation) facendo scattare il codice colore rosso, il livello massimo della scala di allerta per l'aviazione. Secondo i rilevamenti, la nube si muoveva in direzione sud-est a una velocità di circa 18 chilometri orari, dirigendosi proprio verso lo scalo catanese.
La Sac ha invitato i passeggeri a verificare lo stato del proprio volo sui canali ufficiali della compagnia aerea prima di recarsi in aeroporto.
Il bilancio dei voli cancellati e dirottati
Il conto dei disagi è pesante. Al momento della chiusura totale, risultavano cancellati 34 voli e dirottati 38, con un totale di 50 collegamenti tra quelli effettuati e quelli pianificati che hanno dovuto cambiare rotta. Gli aeroporti alternativi hanno assorbito i voli in arrivo e in partenza: Palermo, Trapani, Comiso e, in un caso, persino Bari. Un volo proveniente da Londra è stato fatto atterrare nello scalo pugliese, mentre numerosi collegamenti sono stati riprogrammati dagli scali siciliani: 9 partenze da Trapani, 5 da Palermo e 3 da Comiso.
Alcune compagnie hanno preferito far rientrare gli aeromobili agli aeroporti di partenza per evitare ulteriori ritardi operativi.
Operatività ridotta e cancellazioni per tutti i vettori
Nelle prime ore della mattinata, prima che l'intensificarsi dell'emissione imponesse la chiusura totale, Fontanarossa era riuscito a garantire un'operatività minima: soltanto 10 aerei erano atterrati regolarmente e 6 erano decollati, tra cui un volo intercontinentale Delta Air Lines diretto a New York JFK. Con l'estensione del blocco, tutti i principali vettori hanno dovuto fare i conti con cancellazioni diffuse. Ryanair ha visto coinvolti 23 voli, ITA Airways 17, easyJet 15, Wizz Air 9 e BA Euroflyer 3, solo per citare le compagnie maggiormente colpite.
A pesare non è stata soltanto l'indisponibilità degli aeromobili rimasti a terra, ma anche la necessità di bonificare le piste dal deposito di cenere vulcanica.
La richiesta di un piano di backup strutturato
L'ennesima chiusura dello scalo catanese ha riacceso il dibattito sulla gestione delle emergenze legate all'attività dell'Etna. Il commissario straordinario dell'Enac, Carlo Mearelli, intervenendo a Napoli per la presentazione del masterplan dell'aeroporto di Capodichino, ha sottolineato la necessità di un cambio di passo. «Abbiamo visto cosa è accaduto con l'Etna, che continua ad avere un'attività intensa», ha dichiarato Mearelli, precisando che il fenomeno «deve essere gestito, non sofferto».
Secondo il numero uno dell'Enac, non è sufficiente affidarsi agli aeroporti alternativi già individuati dalle compagnie nelle pianificazioni operative dei singoli voli: «È chiaro che va strutturato l'intero sistema e l'intero backup», ha spiegato, auspicando procedure e responsabilità definite in anticipo per rispondere rapidamente alle chiusure.
Il precedente di agosto e la sperimentazione internazionale
Non è la prima volta che l'Etna mette in ginocchio l'aeroporto di Catania. Lo scorso agosto una serie di eruzioni aveva causato la chiusura dello scalo per due settimane, con oltre un terzo dei voli cancellati e centinaia di deviazioni. La situazione si era protratta per giorni, con riaperture parziali seguite da nuove restrizioni e un nuovo innalzamento dell'allerta al codice rosso a metà mese, prima della definitiva riapertura il 18 agosto.
Per affrontare il nodo del rischio vulcanico e dell'aviazione civile, Enac ha annunciato che dal 12 al 15 ottobre Napoli ospiterà una sperimentazione internazionale che coinvolgerà l'Organizzazione internazionale dell'aviazione civile e circa 50 esperti specializzati in sistemi di sicurezza, recovery plan e gestione coordinata delle attività in caso di eruzione.
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