Inchiesta urbanistica a Milano: arresti domiciliari chiesti per l’assessore Tancredi e il ceo Catella
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Redazione Interno
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La procura di Milano ha richiesto gli arresti domiciliari per Giancarlo Tancredi, assessore alla Rigenerazione urbana del Comune, e per Manfredi Catella, fondatore e amministratore delegato di Coima, nell’ambito di un’inchiesta che scuote l’amministrazione cittadina. Le indagini, focalizzate su presunti illeciti nella gestione dei grandi progetti urbanistici, hanno portato a perquisizioni negli uffici e nelle abitazioni degli indagati, incluso lo stesso Tancredi, architetto 64enne che ha guidato interventi simbolo come Porta Nuova, City Life e il Portello.
Le accuse, che includono corruzione e speculazione edilizia, emergono in un momento delicato per Palazzo Marino, alle prese con la complessa trattativa per la vendita dello stadio San Siro a Milan e Inter. Proprio mentre il sindaco Giuseppe Sala cercava di accelerare l’iter – con l’obiettivo di portare la delibera in giunta già la prossima settimana – l’inchiesta ha riacceso i riflettori sui rapporti tra politica e affari immobiliari.
Tra le carte degli investigatori sono finite anche alcune chat, come quelle dell’ex presidente della Commissione paesaggio Giuseppe Marinoni, anch’egli coinvolto, in cui si faceva riferimento a un “piano ombra” e a parcelle consistenti. “Se completassimo anche solo metà dei progetti avviati, avremmo lavoro per anni”, scriveva Marinoni in un messaggio, accompagnato da una risata che oggi suona come una macchia su un sistema già sotto accusa.




