Milano, inchiesta sull’urbanistica: la procura chiede l’arresto per l’assessore Tancredi e l’imprenditore Catella
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Redazione Interno
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Un nuovo e inedito sviluppo nelle indagini sull’urbanistica milanese, che per la prima volta coinvolge un esponente della giunta del sindaco Beppe Sala, scuote il capoluogo lombardo. La procura ha richiesto la custodia cautelare agli arresti domiciliari per l’assessore al Piano quartieri Giancarlo Tancredi e per l’imprenditore Manfredi Catella, presidente di Coima, gruppo immobiliare protagonista della trasformazione di Milano. Le accuse, secondo quanto emerge dagli atti, riguardano “profili di incontrollata espansione edilizia”, che avrebbero assunto “dimensioni di rilievo notevolissimo”.
Le indagini, condotte dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza su richiesta del gip Mattia Fiorentini, si concentrano su presunti illeciti nella gestione del territorio, con modalità che – secondo gli inquirenti – avrebbero favorito interessi privati a scapito della trasparenza. Tancredi, esponente del Pd, è il primo assessore della giunta Sala finito nel mirino della magistratura in un’inchiesta di questo tipo, mentre Catella, figura di spicco nel settore immobiliare, è accusato di aver agito in concorso con l’amministrazione pubblica per ottenere vantaggi nelle operazioni urbanistiche.
La reazione politica non si è fatta attendere. Fratelli d’Italia e Lega, all’opposizione in Comune, hanno chiesto a gran voce le dimissioni della giunta, definendo l’inchiesta “la prova del fallimento di un modello di governance”. Sorprende, però, la posizione netta del Movimento 5 Stelle, alleato del Pd a livello nazionale, che ha parlato di “gravità inaudita”, chiedendo chiarezza immediata.
Catella, toscano di origine ma milanese d’adozione, è una delle personalità più influenti nel mondo del real estate italiano. A lui si devono alcuni dei progetti che hanno ridisegnato lo skyline della città, da Porta Nuova al futuro villaggio olimpico per Milano-Cortina 2026. Noto per uno stile di lavoro spregiudicato e visionario, è stato spesso al centro di polemiche, anche per aneddoti che lo dipingono come un manager fuori dagli schemi – come quando, durante un sopralluogo in cantiere, propose di ribattezzare un anonimo ponte “Ponte dei sospiri”, rivelando una certa tendenza alla spettacolarizzazione.




