Milano, la giunta sotto pressione tra inchieste e polemiche: La Russa invoca il rinnovo, Sala nel mirino della procura
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Redazione Interno
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La giunta milanese è ormai con le spalle al muro, stretta tra le pressioni politiche e l’inchiesta della procura che scuote l’amministrazione. Ignazio La Russa, presidente del Senato, non usa mezzi termini: «Se non si cambia al più presto, si rischia la paralisi». Ma l’avvertimento arriva con una precisazione: il sindaco Beppe Sala non deve diventare un «capro espiatorio» per il Partito Democratico, che potrebbe scaricare su di lui le responsabilità di una crisi annunciata. «Sarebbe troppo facile – osserva La Russa – dire che, non essendo ricandidabile, tutte le colpe ricadano su di lui».
Intanto, l’inchiesta sull’urbanistica milanese continua a far discutere, svelando i nomi dei legali chiamati a difendere Coima SGR e il suo amministratore delegato, Manfredi Catella. Tra questi spiccano Paola Severino, già ministro della Giustizia, Francesco Mucciarelli e Adriano Raffaelli, penalisti di primo piano. «Abbiamo attivato tutte le azioni opportune», assicura Catella, mentre il caso solleva domande sui rapporti tra politica e affari.
Sala, dal canto suo, è nel mirino della procura per presunti illeciti nell’esercizio delle sue funzioni. Un’indagine che Simone Uggetti, ex sindaco Pd di Lodi, definisce «un tentativo di supplenza» da parte della magistratura. «La politica urbanistica si discute in sede politica, non in tribunale», afferma, difendendo l’attuale primo cittadino. Antonio Di Pietro, però, mette in guardia: «I pm rischiano di fare pesca a strascico, criminalizzando lo sviluppo. Sarebbe un suicidio per Milano».




