Milano, indagine urbanistica: Catella e Coima nel mirino, il Comune si dissocia
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Redazione Interno
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Il nome di Manfredi Catella, alla guida di Coima, è balzato agli onori della cronaca dopo la richiesta di arresti domiciliari avanzata dalla Procura di Milano. Le accuse, che coinvolgono anche altre figure chiave del settore immobiliare, ruotano attorno a presunti illeciti nei rapporti con membri della Commissione Paesaggio, tra cui Giuseppe Marinoni e Alessandro Scandurra. Secondo gli inquirenti, sarebbero stati erogati incarichi e parcelle per un totale di 138 mila euro, con l’obiettivo di influenzare i voti su progetti come il P39 – l’ex Pirellino – e il piano per la riqualificazione di Porta Romana, dove sorgerà lo studentato al posto del Villaggio Olimpico.
Non solo Coima, però. L’inchiesta, che ha già portato a sei richieste di misure cautelari, abbraccia un ampio ventaglio di soggetti: dall’assessore alla rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi a Federico Pella di J+S spa, fino ad Andrea Bezziccheri di Bluestone, quest’ultimo finito sotto i riflettori dopo il sequestro di 120 mila euro in contanti durante una perquisizione della Guardia di Finanza. Scandurra, consulente per Coima e membro della stessa commissione, è accusato di aver agito da tramite in un sistema di presunte corruzioni.
Di fronte alle accuse, il sindaco Beppe Sala ha scelto la linea della prudenza, affermando che il Comune "non si riconosce nella lettura riportata" dai pm. Pur evitando di entrare nel merito delle indagini, ha sottolineato come l’amministrazione abbia avviato da mesi un percorso di riorganizzazione, introducendo nuovi protocolli per garantire trasparenza. Un tentativo di distanziarsi dalle ombre che gravano su un settore, quello dell’urbanistica, da sempre cruciale per lo sviluppo della città.




