Germania sdogana i neonazisti
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
In un contesto politico sempre più teso, la Germania ha recentemente approvato una linea dura sull'immigrazione, grazie ai voti decisivi dell'AfD, partito di estrema destra. Questo evento segna la fine di una lunga tradizione di esclusione dei neonazisti dalle maggioranze parlamentari, una tradizione che aveva resistito fino ad ora nel più grande e influente paese europeo. La decisione è stata presa a tre settimane dalle elezioni, con il parlamento che ha votato per blindare le frontiere, vietare l'ingresso ai profughi e procedere con arresti ed espulsioni.
La situazione economica e sociale in Germania è complessa: salari bloccati da quasi venti anni, potere d'acquisto in calo, precarietà occupazionale e una crisi industriale che ha colpito duramente il settore automobilistico. A tutto ciò si aggiunge una riduzione del welfare, sebbene non così drastica come in altri paesi, e disuguaglianze crescenti tra l'Est e il resto del paese. In questo contesto, l'immigrazione è diventata il principale tema politico, utilizzato per indirizzare un'insicurezza sociale crescente che ha radici in condizioni economiche ben più profonde.
Il cancelliere Olaf Scholz ha sollevato l'allarme sul rischio di un futuro governo nero-blu, con l'estrema destra dell'AfD che potrebbe giocare un ruolo determinante. Durante il dibattito parlamentare, è emerso chiaramente che Friedrich Merz, leader della CDU, ha un piano articolato in cinque punti, mentre Scholz sembra non avere una strategia altrettanto chiara. Questo squilibrio ha contribuito a rafforzare la posizione dell'AfD, che ha trovato un alleato nei liberali e nei democristiani, abbattendo così lo storico muro antifascista.
Nel frattempo, in Italia, il ministro del Turismo Daniela Santanchè è al centro di un'inchiesta giudiziaria. Il verdetto sulla competenza territoriale del caso Visibilia, che vede coinvolta la Santanchè, è atteso per oggi. Il procuratore generale ha chiesto che il processo resti a Milano, mentre la difesa del ministro spinge per Roma




