Zerocalcare spiega il ritiro dalla fiera: "Operazione politica, non condivido spazi con i neonazisti"
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Redazione Interno
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In un'intervista a Marianna Aprile, il fumettista Zerocalcare ha ripercorso le ragioni che lo hanno condotto a disertare la presentazione del suo ultimo libro, "Nel nido dei Serpenti", alla fiera Più Libri Più Liberi. Una scelta, la sua, che affonda le radici in alcuni principi etici ben definiti. «Io ho alcuni paletti nella vita che mi sono dato quando ho cominciato questo mestiere», ha dichiarato, sottolineando come quindici anni fa essi apparissero di una semplicità quasi banale da rispettare, mentre oggi assumono un significato di conflitto più netto e ineludibile.
La scelta come conseguenza di un clima politico
La decisione di non partecipare all'evento culturale romano non rappresenta, secondo le sue parole, un semplice gesto di protesta isolato, bensì la risposta a quella che definisce una precisa "operazione politica" del governo. Il suo ritiro, come ha tenuto a precisare, è già avvenuto e costituisce un atto di coerenza con l'idea di non concedere alcuna legittimazione a forze che ritiene pericolose. «Non condivido spazi con i neonazisti», ha affermato senza mezzi termini, indicando nella presenza di tali realtà all'interno del contesto della fiera – o in quello politico più ampio che la influenza – il motivo fondamentale della sua assenza.
Il paradosso tra due eventi simbolo
La sua riflessione si inserisce in un quadro più ampio, quello del paradosso che vede coincidere temporalmente la chiusura di Più Libri Più Liberi con lo svolgimento di Atreju, la festa politica legata all'esecutivo. Se la prima, nelle intenzioni originarie, dovrebbe essere il luogo per eccellenza della libertà di pensiero «scomoda, imprevedibile, politicamente incontrollabile», la seconda è storicamente una «parata propagandistica» e una chiamata a raccolta per chi condivide una stessa visione del mondo. Secondo l'autore, questo parallelismo evidenzia un ribaltamento dei ruoli e delle percezioni, con una radicalizzazione degli ambiti che finisce per alterare gli spazi di dibattito.
Personaggi e tensioni dentro la fiera
Le tensioni di cui parla Zerocalcare non sono rimaste confinate alle dichiarazioni esterne, ma hanno trovato una loro manifestazione all'interno stesso dei padiglioni della fiera. Durante un sit-in antifascista, ad esempio, è comparso Mattia Tombolini, un trentenne romano che si è presentato come appartenente alla casa editrice Momo indossando una maglietta con la scritta "Libri radicali contro il nulla che avanza". La sua figura, però, appare più complessa di quella di un semplice editore: egli è infatti l'assistente di Ilaria Salis al Parlamento europeo, è stato attivista in centri sociali e viene associato a quell'ambiente della sinistra antagonista dal quale provengono alcune delle critiche più aspre. La sua presenza, caratterizzata da un passato di post violenti online – tra cui l'espressione "Meloni brucia" – e da legami con "teste calde", ha contribuito a incarnare visibilmente quelle divisioni ideologiche che hanno spinto autori come Zerocalcare a prendere le distanze, ritenendo ormai impossibile una separazione netta tra l'evento culturale e la strumentalizzazione politica.




