La Consulta blocca De Luca: niente terzo mandato, Fico si prepara alla corsa
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Redazione Interno
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La Corte costituzionale ha messo la parola fine alla disputa sul terzo mandato di Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, stabilendo che la legge regionale che gli avrebbe permesso di ricandidarsi è incostituzionale. La decisione, arrivata ieri, accoglie il ricorso presentato dal governo contro la norma approvata dall’assemblea campana lo scorso autunno, la quale – pur recependo il divieto nazionale – stabiliva che il conteggio dei mandati dovesse partire da quello in corso al momento dell’entrata in vigore della legge. Una sorta di "salvacondotto" che la Consulta ha ritenuto inammissibile, chiudendo così ogni possibilità per De Luca di puntare a un nuovo decennio al palazzo Santa Lucia.
Se il presidente campano ha reagito definendo "strampalata" la sentenza e denunciando una disparità di trattamento – "la legge non è uguale per tutti" –, dall’altra parte c’è chi aveva già previsto l’esito. Roberto Fico, ex presidente della Camera e candidato designato dal centrosinistra, era convinto che la norma regionale non avrebbe superato il vaglio dei giudici. E mentre i Cinque Stelle, senza troppi giri di parole, fanno sapere che prima di Pasqua potrebbe già esserci una deroga per la candidatura dell’ex grillino, il Pd tira un sospiro di sollievo. Elly Schlein, che aveva puntato su un cambio di strategia in Campania, vede confermata la linea: niente terzo mandato, spazio a una nuova coalizione e a un volto diverso.




