Kvitfjell, scintille finali: Pirovano con il 14, Aicher apre le danze delle big. Sfida serrata tra Franzoni e Paris per il podio di discesa
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Redazione Sport
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Sarà la tedesca Emma Aicher, reduce da una stagione di consacrazione assoluta che l’ha vista imporsi come la più seria antagonista delle azzurre nelle prove veloci, ad inaugurare il gruppo delle grandi favorite nella prima discesa di queste finali. La giovane teutonica, in piena corsa non solo per la coppa di specialità ma anche per un piazzamento di prestigio nella generale, avrà il compito di scaldare i motori sulla “Olympiabakken” prima che la leader Laura Pirovano, forte del pettorale numero 14, scenda a difendere quei 28 punti di vantaggio che la separano proprio dalla Aicher e che rappresentano, per la trentina, il margine più prezioso della carriera. Cinque, in totale, le atlete italiane al cancelletto in una gara, quella in programma sabato 21 marzo con partenza fissata per le 12.30, che promette scintille anche in ottica squadra, considerando il rientro e la condizione di elementi del calibro di Sofia Goggia, chiamata a sua volta a confermare i progressi mostrati nelle ultime uscite.
Se il programma femminile catalizza l’attenzione per la volata verso la sfera di cristallo, il versante maschile non è da meno in termini di pathos e competitività pura. Saranno gli uomini, infatti, ad alzare il sipario sulle finali norvegesi: giovedì 19 marzo, alle 10.45, prenderà il via il primo dei due training cronometrati sulla stessa pista che ha ospitato, in passato, le discese olimpiche del ’94. Una lista partenti ristretta, quella dei velocisti, composta da soli 24 atleti, ma con un’anomalia tutta italiana che balza agli occhi: sei di loro, esattamente un quarto del totale, vestiranno il pettorale dell’Italjet. Una presenza massiccia che testimonia la salute di un movimento capace di esprimere una profondità invidiabile, con Giovanni Franzoni e Dominik Paris separati da appena 13 lunghezze nella lotta per il terzo gradino del podio iridato di discesa.
L’ombra di Odermatt e la volata per il podio azzurro
La sfera di cristallo di specialità, va detto senza giri di parole, ha già un padrone matematico: Marco Odermatt, dominatore assoluto della stagione, può mettere in vetrina l’ennesimo trofeo dopo l’uscita di scena del suo più diretto inseguitore, Franjo von Allmen, a Courchevel. Questo dato di fatto, lungi dallo sminuire la posta in palio, acuisce invece l’interesse per le posizioni nobili alle spalle dello svizzero, dove Franzoni e Paris si giocano una piazza d’onore che avrebbe il sapore di una consacrazione per il giovane e di un ennesimo sigillo per il veterano. Accanto a loro, a comporre un poker di tutto rispetto, ci saranno Mattia Casse, Florian Schieder, Benjamin Alliod e il sempre combattivo Christof Innerhofer, a testimoniare come la pattuglia azzurra possa ambire a piazzamenti pesanti in una gara che, per definizione, assegna punti solo ai primi quindici.
Intanto, mentre la macchina organizzativa mette a punto gli ultimi dettagli sulla “Olympiabakken” baciata da un sole che sembra voler esaltare la cornice scenografica del circo bianco, la macchina mediatica si scalda in vista dell’evento. Questa sera, a partire dalle 18.30, andrà in onda una nuova puntata di ‘Ghiaccio Verde’, il format di approfondimento condotto da Alessandro Genuzio che vedrà la partecipazione in collegamento di Paolo De Chiesa. Un appuntamento, in diretta sul sito e sui canali social, per analizzare quanto visto nello scorso week-end tra Courchevel – con il podio di Franzoni a impreziosire il ruolino di marcia – e Are, e per proiettarsi, con gli occhi degli esperti, verso le emozioni che solo una finale di Coppa sa regalare.
Meeting dei capitani e ultimi test sulla neve
Nelle ore immediatamente precedenti l’inizio ufficiale delle ostilità, la tensione si taglia con il coltello anche fuori dalla pista. Nel pomeriggio di oggi sono in programma i consueti meeting dei capitani, con la riunione tecnica femminile fissata per le 17.00 a fare da apripista a quella maschile. Riunioni cruciali, dove si discutono i tracciati, le condizioni del manto nevoso e gli ultimi dettagli organizzativi, e dove gli allenatori, spesso più tesi dei loro stessi atleti, cercano di limare quel qualcosa in più che può fare la differenza. Nel frattempo, sulla soleggiata Kvitfjell, gli atleti hanno approfittato dell’ultimo allenamento libero per prendere confidenza con i tratti più insidiosi del tracciato, provando e riprovando quelle linee pulite che, sabato e domenica, varranno una stagione intera. L’atto conclusivo della Coppa del Mondo è ufficialmente alle porte.




