Laura Pirovano fa il tris a Kvitfjell e si prende la coppa di discesa, Vonn fuori dal podio per 13 punti dopo aver saltato le ultime quattro gare
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La coppa del mondo di discesa libera, al termine della nona e ultima gara della disciplina regina, ha trovato la sua legittima sovrana in Laura Pirovano, la trentina che in quindici giorni ha rovesciato ogni pronostico e riscritto il proprio destino, quello stesso destino che per ventinove volte l’aveva lasciata a guardare il podio da una distanza di pochi, crudeli centesimi. Sulla neve di Kvitfjell, la sciatrice classe 1997 ha firmato il terzo successo consecutivo – dopo la doppietta in Val di Fassa del 6 e 7 marzo – imponendosi con un margine di quindici centesimi su Breezy Johnson, l’iridata e olimpionica che si è dovuta inchinare, e di venticinque su Kira Weidle-Winkelmann, la terza incomoda in una sfida che aveva il sapore di un vero e proprio spareggio per il trofeo di specialità.
A rendere ancor più significativa l’impresa di Pirovano, che ora guida la classifica di discesa con un vantaggio di ottantatré punti proprio sulla statunitense Johnson, è il contesto di una volata tesissima: Emma Aicher, la tedesca che inseguiva con l’obiettivo di ribaltare un distacco di ventotto punti, è stata respinta nell’ordine d’arrivo, così come ogni tentativo di rimonta è stato neutralizzato da una prestazione maiuscola dell’azzurra. In due settimane, dal primo storico podio trasformato subito in vittoria, la carriera di Laura “Lolli” Pirovano ha subito una metamorfosi radicale: da atleta talentuosa ma ferma ai piedi del podio a dominatrice assoluta di una disciplina che, solo fino allo scorso 6 marzo, non l’aveva mai vista tra le prime tre in Coppa del Mondo.
La volata per il globo e i conti della generale
Il verdetto della discesa ha ridisegnato anche gli equilibri nella classifica generale, dove la tedesca Emma Aicher, pur mancando il bersaglio della coppa di specialità, si riporta a novantacinque punti di distacco da Mikaela Shiffrin – che torna così a essere il riferimento in vetta – quando restano ancora tre appuntamenti in calendario, a partire dal super-g in programma domenica. Per Pirovano, oltre al trionfo nella disciplina regina, si avvicina concretamente anche l’ingresso nella top five della graduatoria assoluta, un ulteriore tassello di una stagione che l’ha vista trasformarsi nella sciatrice più veloce del 2026.
Sul fronte delle altre italiane, Sofia Goggia ha chiuso alle spalle di Nicol Delago, la quale ha conquistato l’ottavo posto finale nella classifica di discesa, mentre per Federica Brignone – vincitrice della coppa di specialità nel 2025 – il percorso di quest’anno ha preso una direzione diversa. La vera sorpresa, del resto, arriva dai numeri della graduatoria di specialità, che restituiscono un verdetto inequivocabile: Lindsey Vonn, fuori dal podio della coppa di discesa, ha perso la possibilità di un piazzamento tra le prime per soli tredici punti, una distanza minima che appare ancora più pesante se si considera la sua scelta di saltare le ultime quattro gare della disciplina.
L’apnea e la libertà di essere chi si è
La forza mostrata da Pirovano a Kvitfjell, nell’ultima discesa stagionale, ha avuto i contorni di una prestazione tanto lucida quanto determinata: ha retto l’urto di Breezy Johnson, ha sistemato Emma Aicher in classifica e si è infine liberata della pressione esercitata da Weidle-Winkelmann, il terzo incomodo che tra le due contendenti principali aveva cercato di inserirsi. La trentina, dopo aver vinto le due discese in Val di Fassa con un solo centesimo di vantaggio sulle avversarie, ha ripetuto l’exploit in Norvegia senza lasciare spazio a ripensamenti, mettendo in bacheca il globo di cristallo della libera.
A raccontare lo stato d’animo della nuova regina della discesa, arrivato al traguardo di una rimonta che in quindici giorni ha ribaltato una carriera, è stata la stessa atleta, che ha parlato di un “tornado di emozioni” e ha rivelato come la pratica dell’apnea l’abbia aiutata a gestire la tensione e a restare lucida nei momenti decisivi. “Metto gli sci e sono libera di essere chi sono”, ha dichiarato Laura Pirovano, riassumendo in una frase il senso di una liberazione tecnica e interiore che l’ha portata a vincere tre gare di fila dopo ventinove piazzamenti a ridosso del podio.
La coppa che viene da lontano
Quella conquistata a Kvitfjell è una coppa che viene da lontano, costruita con un andamento lento e tenacissimo verso i vertici, ben lontano dai riflettori e dalle accoglienze riservate alle campionesse affermate. Pirovano, che con questo tris consecutivo ha messo insieme più successi in due settimane di quanti ne aveva ottenuti nell’intero arco della sua carriera precedente, non ha intenzione di cambiare approccio né abitudini, nemmeno ora che il globo di cristallo è nella sua bacheca – un trofeo che nelle ultime stagioni era stato appannaggio di Federica Brignone e, per quattro volte, di Sofia Goggia.
Il percorso della trentina, nel giro di pochi giorni, ha assunto i contorni di una delle storie più singolari di questa stagione dello sci alpino, una cavalcata che ha trasformato una rincorsa iniziata ai margini in una conquista netta e senza appelli. Con la classifica della discesa ora definitivamente archiviata, il calendario si sposta sul super-g, ultimo capitolo di una stagione che ha già regalato a Laura Pirovano un posto tra le protagoniste assolute, quella stessa protagonista che fino a tre settimane fa apparteneva ai sogni remoti.




