Laura Pirovano, la regina di discesa che viene dal Trentino: a Kvitfjell vince gara e Coppa del mondo

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non era mai successo prima di quel marzo 2026, eppure Laura Pirovano, da due settimane a questa parte, sembra aver fatto dell’impossibile una piacevole abitudine. La ventottenne di Trento, che fino ai primi del mese non aveva mai assaporato il gusto di un successo nel massimo circuito, ha completato la sua metamorfosi da rivelazione a dominatrice sulle nevi di Kvitfjell, in Norvegia. Nella località che ospitò i Giochi olimpici del 1994, l’azzurra ha chiuso la stagione nel modo più dolce possibile: vincendo l’ultima discesa libera delle finali di Coppa del mondo e, soprattutto, alzando al cielo la coppa di cristallo della specialità, la prima della sua carriera.

La gara femminile, disputata sulla pista Olympiabakken, ha visto Pirovano fermare il cronometro sul tempo di 1’30”85, un riferimento che nessuna delle avversarie è riuscita a scalfire. Alle sue spalle, la statunitense Breezy Johnson ha chiuso con un ritardo di appena 15 centesimi, mentre il terzo gradino del podio è andato alla tedesca Kira Weidle-Winkelmann, staccata di 25 centesimi. Un risultato che porta la firma indelebile della trentina, capace di gestire la pressione di difendere il primato in classifica con la sicurezza che aveva già mostrato in Val di Fassa. Proprio nella valle trentina, Pirovano aveva infranto il tabù della prima vittoria con una doppietta sensazionale (6 e 7 marzo) che l’aveva proiettata in una veste inedita di leader. Oggi, in Norvegia, con il pettorale rosso di leader indossato per la prima volta, ha replicato lo stesso copione, tenendo a distanza la tedesca Emma Aicher, arrivata quinta e sua unica rivale aritmeticamente ancora in corsa per il trofeo.

La scia azzurra: dopo Paris tocca a Pirovano

La giornata norvegese, però, era iniziata sotto i migliori auspici per i colori azzurri già in mattinata. Dominik Paris, il veterano della Val d’Ultimo, aveva aperto le danze maschili con una prestazione che sa di storia. Sulla stessa pista di Kvitfjell, il trentaseienne ha conquistato la sua venticinquesima vittoria in carriera in Coppa del Mondo, imponendosi con il tempo di 1’45”37. Un successo, il primo stagionale per lui, che ha un sapore particolare perché arriva su una delle piste a lui più congeniali: la settima affermazione proprio in questa località norvegese. Paris, che nella circostanza ha scavalcato nello speciale ranking il mito Gustav Thoeni, ha così preparato la strada per il trionfo della compagna di squadra, idealmente passando il testimone a quella che è diventata la nuova regina della velocità in rosa.

Kvitfjell incorona la regina inaspettata

Il percorso di Laura Pirovano verso il Titolo è stato un crescendo di consapevolezza. Fino a inizio marzo, per lei, non c’era mai stato un podio in Coppa del mondo; il punto di svolta è coinciso con le gare di casa in Val di Fassa, dove la doppietta ha rotto un equilibrio che sembrava destinato a durare per sempre. A Kvitfjell, la trentina è scesa con il pettorale numero 14, consapevole che la sua principale rivale, Emma Aicher, aveva già chiuso la sua prova. Con una discesa caratterizzata da rischio calcolato, specialmente nelle ultime curve che immettono nel rettilineo conclusivo, Pirovano ha limato i centesimi sufficienti a garantire il primo posto, mettendo così la ciliegina sulla torta su una stagione che resterà negli annali dello sci italiano. Per l’Italia si tratta dell’ennesima conferma in una specialità, la discesa, che da anni rappresenta un fiore all’occhiello, con le precedenti affermazioni di campionesse del calibro di Isolde Kostner e Sofia Goggia.

L’analisi di una discesa da manuale

La gara femminile ha regalato emozioni e colpi di scena prima dell’exploit finale di Pirovano. La ceca Ester Ledecka aveva inizialmente messo il suo sigillo, ma il suo tempo è stato rapidamente polverizzato da Kira Weidle-Winkelmann, rimasta al comando fino all’arrivo delle big. Sofia Goggia, dopo una partenza promettente, ha pagato un errore in una fase centrale della pista che le è costato caro in termini di tempo, concludendo in nona posizione, mentre Nicol Delago ha centrato un buon settimo posto. La pressione più alta, quella della lotta per la coppa, gradiva sulle spalle di Emma Aicher, che ha chiuso quinta, ma a quel punto il destino della coppa era già segnato: la classifica di specialità sorrideva a Pirovano ancor prima che lei stessa affrontasse il cancelletto di partenza. Una volta in pista, l’azzurra non ha fatto sconti, mettendo in mostra uno sci potente e pulito che ha confermato come lo stato di forma raggiunto sia tutt’altro che episodico, ma il frutto di una maturazione tecnica e mentale completa.

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