Laura Pirovano, la nuova regina della discesa: terza vittoria di fila e Coppa del mondo conquistata a Kvitfjell

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non c’è più storia, in questa fine di stagione dello sci alpino femminile, quando il pettorale che sventola sul ripido tracciato norvegese è quello di Laura Pirovano. La trentina, che in Val di Fassa aveva già infranto un tabù pesante come un macigno con quella doppietta tanto storica quanto inaspettata, ha messo il sigillo sulla sua ascesa sul palcoscenico delle finali di Kvitfjell, vincendo la discesa libera e portandosi a casa la Coppa del mondo di specialità. Un’apoteosi che sembra quasi surreale, se solo si pensa alla pressione che gravava sulle sue spalle prima di lanciarsi, ma che in realtà rappresenta la naturale conseguenza di un mese di lavoro perfetto, privo di sbavature.

Una gara di nervi e attacchi decisi

La discesa norvegese, che spesso riserva scenari imprevedibili per via delle condizioni di luce e di neve, ha messo a dura prova la tenuta mentale di tutte le atlete in gara. Laura Pirovano, partita dopo la rivale diretta Emma Aicher – un dettaglio non da poco, perché significa scendere con il cronometro della concorrente ancora impresso nella mente – ha dovuto gestire un carico emotivo notevole. La sua prestazione, in questo senso, è stata un modello di lucidità: un avvio misurato, quasi prudente, per poi spalancare l’acceleratore nel tratto centrale, quello che fa la differenza. Lì, dove il pendio si fa più insidioso e il margine di errore si assottiglia, la trentina ha preso dei rischi importanti, confezionando quel vantaggio che poi ha saputo difendere fino al traguardo, nonostante la concorrenza agguerrita delle avversarie.

Un podio internazionale e il sigillo azzurro

Sul podio, a fare da cornice a questa impresa tricolore, sono salite la statunitense Breezy Johnson, seconda, e la tedesca Kira Weidle-Winkelmann, terza. La loro presenza conferma il livello altissimo della competizione, a cui ha preso parte anche il contingente elvetico: la migliore fra le rossocrociate è stata Corinne Suter, sesta al traguardo. Ma la giornata di Kvitfjell è stata interamente dipinta d’azzurro ben prima dello start di Laura Pirovano. In mattinata, infatti, era stato Dominik Paris a ricordare a tutti il feeling speciale che lega gli italiani a questo tracciato. Sulla pista che considera una delle sue preferite, Paris ha ottenuto la venticinquesima vittoria in carriera, un risultato che per un attimo ha fatto passare in secondo piano il contesto, ma che ha avuto l’effetto di caricare ulteriormente l’ambiente.

La prima sfera di cristallo dopo il tabù infranto

Per Laura Pirovano, quella conquistata oggi è la terza vittoria in carriera in Coppa del Mondo, ma il valore della sfera di cristallo di specialità supera di gran lunga la somma dei singoli successi. Arriva al termine di una stagione dove l’inerzia sembrava destinata a cambiare proprio nei momenti decisivi. La doppietta in Val di Fassa aveva già rotto un incantesimo, dimostrando che lo status raggiunto non era frutto di un lampo isolato ma di una maturazione tecnica e mentale completa. Oggi, con il pettorale di leader di specialità cucito sulla tuta per la prima volta, Pirovano ha dimostrato di saper reggere il peso del ruolo, trasformando la pressione in carburante per una discesa perfetta. Dopo una stagione trascorsa a inseguire, la nuova regina della velocità ha finalmente potuto alzare al cielo il trofeo che consacra il suo dominio, in una giornata che resterà a lungo nella memoria dello sci italiano.

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