Laura Pirovano conquista la coppa di discesa, il tris consecutivo la incorona regina della velocità
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Redazione Sport
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La coppa del mondo di discesa libera, al termine della nona e ultima tappa stagionale disputatasi a Kvitfjell, ha trovato una padrona inattesa solo fino a tre settimane fa, quando il suo nome non figurava nemmeno tra le ipotetiche pretendenti. Laura Pirovano, classe 1997, ha chiuso il suo straordinario mese di marzo con un tris di successi che non lascia spazio a interpretazioni: dopo le due vittorie consecutive ottenute in Val di Fassa il 6 e il 7 marzo – entrambe con un margine di un solo centesimo sulle avversarie, a testimoniare una solidità nervosa fuori dal comune – la trentina ha bissato anche in Norvegia, imponendosi con un distacco di quindici centesimi su Breezy Johnson e di venticinque su Kira Weidle-Winkelmann. Un ruolino di marcia che le ha permesso di accumulare un vantaggio finale di ottantatré punti sulla diretta inseguitrice, la tedesca Emma Aicher, la quale, a caccia di ventotto punti di recupero per strappare il trofeo di specialità, ha dovuto cedere il passo a una rivale semplicemente perfetta in questo scorcio finale di stagione.
Per capire la portata di questa impresa, apparentemente fulminea, occorre però riavvolgere il nastro. Pirovano, fino allo scorso 6 marzo, non era mai salita sul podio in una gara di Coppa del Mondo, fermandosi ventinove volte ai piedi del podio, spesso per pochi centesimi che sembravano destinati a segnare una carriera fatta di costanza ma priva di guizzi decisivi. Eppure, quella che poteva apparire come una maledizione si è trasformata, in quindici giorni, nella più clamorosa esplosione di questo finale di stagione. La discesa di Kvitfjell, l’ultima della disciplina regina, ha rappresentato così il coronamento di un percorso lento, tenacissimo verso i vertici, dove la sciatrice ha messo in bacheca il globo di cristallo che solo nel 2025 era stato appannaggio di Federica Brignone e che, per quattro volte negli anni precedenti, aveva portato la firma di Sofia Goggia.
Un duello a distanza con Aicher e la rimonta respinta da Johnson
La posta in palio, sul tracciato norvegese, era altissima. Da un lato Pirovano, forte del doppio successo di Fassa e di un vantaggio psicologico che, per quanto recente, sembrava averla resa inavvicinabile. Dall’altro Emma Aicher, tedesca, che arrivava con la precisa ambizione di ribaltare la classifica di specialità forte di un margine da colmare di ventotto punti, un’impresa difficile ma non impossibile considerando i coefficienti di una gara secca. A complicare ulteriormente i piani di entrambe, o a renderli più netti a seconda del punto di vista, si è messa in mezzo Breezy Johnson. L’iridata e olimpionica in carica, capace di esprimere una discesa di potenza e pulizia tecnica, ha messo pressione fin da subito, chiudendo a soli quindici centesimi dalla leader italiana. Un tempo, quello di Johnson, che avrebbe potuto insidiare la vittoria di giornata, ma che ha finito con l’essere funzionale all’obiettivo principale di Pirovano: respingere l’assalto della rivale tedesca. Aicher, infatti, non è riuscita a scalfire la supremazia della trentina, vedendo sfumare il tentativo di rimonta e dovendo accontentarsi di un ruolo da comprimaria in una lotta che l’ha vista cedere il passo sia alla statunitense sia alla trionfatrice azzurra.
I numeri di una stagione: il vantaggio in classifica e il ritorno di Vonn
Con questa vittoria, la terza consecutiva, Pirovano ha archiviato la classifica di discesa con un margine di ottantatré punti su Aicher, un divario che fotografa la superiorità mostrata nell’arco di tutta la stagione ma, in particolare, in questo sprint finale. A completare il quadro della classifica generale di specialità, da segnalare l’ottavo posto finale di Nicol Delago, che si piazza alle spalle di Sofia Goggia, mentre Lindsey Vonn, rientrata nel circuito, ha visto sfumare il podio di specialità per soli tredici punti. Un’amarezza per la statunitense, che ha dovuto saltare le ultime quattro gare in calendario, un’assenza pesante che l’ha esclusa dalla lotta per le posizioni che contano proprio nel momento cruciale della stagione. Per Pirovano, invece, la rincorsa non si ferma qui: nella classifica generale di Coppa del Mondo, dove la tedesca Aicher accorcia a novantacinque lunghezze dalla leader Mikaela Shiffrin, Laura è ormai prossima alla top five assoluta, a conferma di una continuità di rendimento che l’ha vista eccellere non solo nella disciplina che le ha regalato il massimo riconoscimento.
Il gesto atletico e la metamorfosi della “ragazza dei podi sfiorati”
Quello che colpisce, nell’analisi di questa metamorfosi, è la capacità di Pirovano di ribaltare un copione che sembrava scritto. La trentina, che aveva fatto della costanza di rendimento la sua caratteristica principale senza mai riuscire a trovare il guizzo vincente, ha saputo gestire la pressione nei momenti decisivi con una freddezza sorprendente, quasi chirurgica. Dopo la doppietta di Fassa – dove aveva vinto con un solo centesimo di scarto, un margine che negli anni passati l’aveva vista soccombere dalla parte sbagliata della classifica – ha ripetuto l’exploit a Kvitfjell con la consapevolezza di chi, finalmente, ha trovato la chiave per trasformare l’agonia dei piazzamenti in gioia assoluta. La sua discesa, fluida e potente, ha dimostrato come l’approccio mentale, libero da quell’ansia che probabilmente l’aveva bloccata nei ventinove precedenti tentativi, le abbia permesso di esprimere al massimo le sue qualità. Il prossimo appuntamento, con il calendario che ripartirà dal super-g di domenica, offrirà l’occasione per verificare se questo stato di grazia potrà estendersi anche alle altre discipline, con “Lolli” che ora guarda al resto della stagione forte di una consapevolezza nuova: quella di essere, al momento, la sciatrice più veloce del 2026.




