Laura Pirovano vince la coppa di discesa, l’azzurra domina le finali di Kvitfjell e fa tris consecutivo

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’urlo liberatorio, le mani al cielo a stringere la sfera di cristallo quasi per paura di farla cadere, sono lo specchio di una stagione perfetta che trova il suo apice sulla neve di Kvitfjell. Laura Pirovano, la trentina che fino a poche settimane fa inseguiva il suo primo successo in carriera, si è presentata alle finali di Coppa del Mondo di Lillehammer con la consapevolezza di chi non ha più nulla da perdere, ma tutto da guadagnare. La pista Olimpiabakken, teatro delle gare conclusive del circuito 2025/2026, ha visto la ventottenne italiana compiere un’impresa che solo pochi mesi fa appariva un azzardo pronunciare: conquistare la coppa di specialità in discesa libera. E lo ha fatto nel modo più eclatante possibile, con la terza vittoria consecutiva nel giro di poche gare, un ruolino da marcia che ha trasformato un inseguimento matematico in una cavalcata trionfale.

La posta in palio era altissima, con la tedesca Emma Aicher appollaiata alle sue spalle in classifica, pronta a sfruttare qualsiasi sbavatura per strappare il trofeo. Nella gara decisiva, quella che avrebbe incoronato la regina della velocità, Pirovano ha ribaltato ogni pronostico nell’ultimo settore, dove la sua progressione è diventata inarrestabile. La velocità di punta più alta registrata in quella frazione ha annientato le residue speranze della rivale, costretta a fermarsi al quinto posto finale, e ha consegnato all’azzurra un successo di tappa che profuma di leggenda. Sul podio di giornata, a completare un quadro di altissimo livello tecnico, si sono piazzate Breezy Johnson e Kira Weidle-Winkelmann, rispettivamente seconda e terza in classifica di specialità, che hanno chiuso rispettivamente a quindici e venticinque centesimi dal tempo irripetibile della nuova campionessa.

L’impresa di Sofia Goggia e il superG che vale una coppa

Nella stessa cornice norvegese, un’altra storia azzurra ha scritto il suo capitolo più dolce. Sofia Goggia, che nella discesa aveva già dato prova della sua solidità chiudendo nella top ten, si è presa la rivincita che mancava al suo palmarès nel superG. La bergamasca, oro olimpico a Pyeongchang e argento a Pechino, ha dominato la gara con un tempo di 1’29”23, lasciando le avversarie a distanza di sicurezza: la svizzera Corinne Suter si è dovuta accontentare del secondo posto a trentadue centesimi, mentre la tedesca Weidle-Winkelmann ha chiuso terza. Un successo che vale doppio, perché oltre alla vittoria di tappa regala a Goggia la coppa di specialità, la quinta sfera di cristallo della sua carriera – le prime quattro raccolte in discesa – che certifica la sua completezza di velocista. le emozioni non sono finite qui, perché la concorrenza per il trofeo più importante, quello generale, tiene ancora col fiato sospeso. Emma Aicher, nonostante la delusione per la coppa di discesa sfumata, ha messo a segno una prestazione solida che le permette di ridurre a novantacinque punti il distacco dalla leader Mikaela Shiffrin. Proprio l’americana, intervistata dall’ORF, ha scacciato con decisione le voci di un possibile ritiro al termine di questa stagione, lasciando intendere che la sua avventura nel circo bianco è tutt’altro che conclusa. Per lei ora l’obiettivo è il superG di domani, una gara chiave per la classifica generale, mentre per l’Italia la giornata si chiude con un bilancio da incorniciare: due coppe di specialità, una valanga di punti e la certezza di aver chiuso nel migliore dei modi un inverno da protagonista.

La paura folle di far cadere la coppa e la gioia di un sogno inaspettato

“Ho una paura folle di farla cadere, questa coppa”. La confessione di Laura Pirovano, ripresa nell’immediato post-gara mentre cullava il trofeo come un oggetto di inestimabile valore, restituisce tutta l’intensità di un momento storico. La trentina, che nel finale di stagione ha messo in fila tre successi consecutivi dopo la doppietta in Val di Fassa, fatica a trovare le parole per descrivere l’ascesa che l’ha portata dal primo podio in carriera al trono della disciplina più temuta. “Se già le vittorie in Val di Fassa mi avevano tolto le parole, oggi è davvero incredibile”, ha detto, sottolineando come nessuna delle imprese precedenti l’avesse preparata alla gioia incontenibile di alzare la sfera di cristallo al cielo.

Nella classifica finale di discesa, l’azzurra ha preceduto proprio Aicher e la statunitense Breezy Johnson, con Weidle-Winkelmann a completare il quartetto di testa. Un risultato che assume contorni ancora più straordinari se si considera il contesto: Lindsey Vonn, che aveva dominato la stagione fino all’infortunio rimediato ai Giochi Olimpici, ha dovuto cedere lo scettro, mentre Pirovano ha saputo approfittare di un momento di forma mai visto prima. Le cronache raccontano di una sciatrice che fino a pochi mesi fa inseguiva la prima affermazione nel massimo circuito e che ora, con la coppa stretta al petto, guarda a un futuro che la vede saldamente al vertice della velocità mondiale. Un’impresa, la sua, che resterà impressa nella memoria di questa stagione come l’esempio più lampante di come la perseveranza possa trasformare un sogno in una realtà tangibile e pesante, ma che fa meno paura di quanto si possa immaginare.

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