Tragedia a Negrar, esplode una palazzina di tre piani: un morto e tre feriti. Sotto le macerie un uomo di 68 anni
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Il boato, raccontano alcuni testimoni, si deve essere sentito per diverso tempo, un fragore che ha squarciato il silenzio della frazione di Prun, nel comune di Negrar di Valpolicella, e che ha preceduto di pochi istanti il collasso dell’intero edificio. Era da poco passate le diciassette e quarantacinque di martedì quando, in via Settarine, una palazzina residenziale di tre piani, con una zona ulteriore adibita a mansarda, è letteralmente implosa su sé stessa, sollevando una nube di polvere che ha reso irrespirabile l’aria e che ha trasformato le vite di una famiglia in un cumulo di macerie. L’intervento dei vigili del fuoco del comando di Verona, giunti sul posto con due autopompe, un’autoscala e il carro fari, è stato immediato e coordinato dal funzionario di guardia, ma la furia della deflagrazione, la cui origine è probabilmente da ricondurre a una bombola di gas, ha reso vano ogni tempestivo tentativo di salvataggio per chi si trovava al primo piano, il punto in cui le fiamme e lo scoppio hanno avuto inizio.
I soccorsi e il recupero dei superstiti
Le squadre dei vigili del fuoco, supportate dal personale specializzato Usar (Urban Search And Rescue) e dalle unità cinofile addestrate per la ricerca di persone sotto i detriti, hanno lavorato senza sosta tra le lamiere contorte e il cemento sbriciolato. Le operazioni, complesse e delicate a causa dell’instabilità della struttura, hanno portato dapprima all’estrazione di tre persone ancora in vita: due uomini e una donna, i cui nomi non sono stati ancora diffusi ufficialmente, sono stati tratti in salvo dopo circa un’ora dallo scoppio. Tutti e tre, trasportati d’urgenza all’ospedale di Borgo Trento a Verona, non versano in gravi condizioni, un particolare che ha offerto un barlume di speranza in una giornata altrimenti segnata dalla disgrazia. Sul posto, insieme ai sanitari del Suem 118 giunti con quattro mezzi di soccorso, si è alzato in volo anche l’elicottero di Trentino Emergenza per garantire un eventuale trasferimento rapido dei feriti più critici, evenienza che per fortuna non si è resa necessaria.
La scoperta del senza vita
Mentre i soccorritori proseguivano la ricerca, scandagliando palmo a palmo l’ammasso di calcinacci e suppellettili, il timore che potesse esserci una quarta persona dispersa si è trasformato presto in tragica certezza. Intorno alle diciannove, i cani da ricerca hanno fiutato una traccia sotto una trave portante, un punto dell’edificio ormai irriconoscibile. I vigili del fuoco, rimuovendo con cautela i detriti, hanno recuperato il di un uomo, successivamente identificato come Bruno Savoia, un residente di 68 anni. Per lui, una volta estratto, il medico del Suem non ha potuto fare altro che constatare il decesso, un epilogo che getta una luce ancor più cupa su quanto accaduto in questo angolo della Valpolicella. Le cause precise dell’innesco sono al vaglio dei carabinieri, che hanno effettuato i primi rilievi, e dei tecnici dei vigili del fuoco, chiamati a stabilire se si sia trattato di un guasto a una tubatura o di una bombola difettosa.
Le verifiche in corso e lo sfollamento delle abitazioni vicine
L’esplosione, che ha investito in pieno il primo piano dell’edificio provocando il cedimento dell’intera struttura, ha lesionato anche le palazzine limitrofe, rendendo necessario lo sgombero precauzionale di alcune famiglie residenti nelle immediate vicinanze. Le autorità locali hanno provveduto a mettere in sicurezza l’area, delimitando un perimetro largo per consentire le operazioni di bonifica e per evitare che altri cittadini possano avvicinarsi a una zona che, al momento, resta ad altissimo rischio. Proseguono, parallelamente ai soccorsi, le verifiche tecniche sugli immobili adiacenti, per accertare l’entità dei danni strutturali e per decidere quando e se gli sfollati potranno fare ritorno alle loro case. I tre feriti, intanto, rimangono ricoverati all’ospedale di Borgo Trento, dove sono costantemente monitorati dai sanitari, mentre l’intera comunità locale segue con apprensione gli sviluppi di una vicenda che ha trasformato una tranquilla serata di febbraio in un incubo.




