Protesta agricoltori a Roma, Cia denuncia la crisi dei prezzi
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Redazione Interno
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La protesta degli agricoltori a Roma è iniziata davanti a Montecitorio con la mobilitazione nazionale promossa da Cia Agricoltori italiani contro gli squilibri nella filiera alimentare. La prima delle cinque giornate di presidio ha portato nella capitale la denuncia di un sistema nel quale, secondo la confederazione, chi produce riceve compensi sempre più bassi mentre i cittadini affrontano costi crescenti per acquistare gli stessi prodotti.
Il divario tra prezzi agricoli e prezzi al dettaglio
Al centro della protesta c’è la distanza tra il valore riconosciuto agli agricoltori e il prezzo finale pagato dai consumatori. Cia ha indicato diversi esempi relativi ai prodotti ortofrutticoli italiani nel mese di settembre, evidenziando differenze molto ampie lungo il percorso dal campo al punto vendita. Le carote, per esempio, sono passate da 0,28 euro al chilo riconosciuti al produttore a 1,46 euro al chilo sul banco del supermercato, con un aumento del 421%.
La stessa dinamica viene segnalata per altri prodotti: l’uva da tavola è salita da 0,58 euro al chilo all’origine a 2,99 euro al consumo, mentre le melanzane sono passate da 0,62 a 2,75 euro. Per le pesche il confronto indicato dalla confederazione è tra 0,74 euro al chilo in campagna e 2,88 euro al dettaglio; per i peperoni tra 0,92 e 3,15 euro. Gli altri casi riportati riguardano le pere Abate, con un passaggio da 1,18 a 3,22 euro, le zucchine da 1,05 a 2,82 euro e la lattuga romana da 1,68 a 3,48 euro.
La denuncia di Cia: costi in aumento per chi produce e chi compra
Secondo Cia Agricoltori italiani, il problema riguarda il rapporto tra i diversi passaggi della filiera, con il peso degli aumenti che finirebbe per gravare sia sulle aziende agricole sia sulle famiglie. La confederazione sostiene che in alcuni casi i prezzi riconosciuti agli agricoltori non riescono più a coprire i costi necessari alla produzione, mentre sugli scaffali dei negozi il valore dei prodotti cresce.
La mobilitazione viene presentata dagli organizzatori come una protesta che coinvolge non soltanto il settore agricolo, ma anche i consumatori alle prese con il rincaro della spesa alimentare. La richiesta riguarda interventi contro le distorsioni dei prezzi e contro una situazione definita insostenibile per chi coltiva la terra e per chi acquista i beni alimentari.
La mobilitazione davanti a Montecitorio
Il presidio nella capitale rappresenta la prima tappa di un programma articolato in cinque giornate di iniziative. Gli agricoltori hanno scelto la piazza davanti alla sede della Camera dei deputati per portare all’attenzione delle istituzioni le difficoltà economiche del comparto e il rapporto sempre più problematico tra costi, ricavi e prezzi finali.
Cia ha sintetizzato la propria posizione nello slogan “I conti non tornano”, riferito alla differenza tra quanto viene pagato il prodotto agricolo e quanto viene richiesto ai cittadini al momento dell’acquisto.
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