Wta Doha, Cocciaretto batte Li e vola ai quarti: da lucky loser a top 40
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Redazione Sport
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La superficie in cemento del Khalifa International Tennis Complex, teatro del “Qatar TotalEnergies Open” primo Wta 1000 stagionale con montepremi che sfiora i quattro milioni e novantamila dollari, continua a regalare spazio alla corsa di Elisabetta Cocciaretto. La venticinquenne marchigiana, numero 57 del ranking prima dell’inizio della manifestazione, ha infatti superato anche lo scoglio rappresentato dall’americana Ann Li – quarantunesima forza del circuito – imponendosi con un triplo set dal punteggio di 7-6 (5), 5-7, 6-4 dopo quasi tre ore di battaglia. Una partita, questa degli ottavi di finale, che ha visto l’azzurra sciupare un vantaggio nel secondo parziale per poi ricomporsi nel terzo, mostrando una tenuta nervosa che in passato, va detto, non sempre le aveva consentito di esprimersi su queste durate.
Il meccanismo del ripescaggio e la trasformazione in tabellone
Cocciaretto era inizialmente scivolata nelle qualificazioni, sconfitta nell’ultimo turno prima dell’accesso al tabellone principale, ma il regolamento Wta le ha spalancato le porte da lucky loser. Una condizione, quella della ripescata, che impone al tennista di restare pronto, in attesa, aggrappato alla speranza di un forfait altrui. Ed è ciò che è accaduto: subentrata nel main draw, l’azzurra non si è limitata a occupare uno spazio lasciato vacante, ma lo ha trasformato in una piattaforma di lancio. Il sistema di punteggio dei Wta 1000, si sa, moltiplica i vantaggi per chi vince più turni, e Cocciaretto – che al primo turno aveva eliminato Magda Linette – ha incamerato punti netti pari a 217, un bottino che l’ha proiettata da quota 1063 a 1280 nel ranking race.
La scalata al ranking e il significato statistico della prestazione
C’è un dato, tra quelli emersi al termine del match con Li, che fotografa meglio di ogni dichiarazione la portata del risultato: rispetto al ranking diffuso lunedì 9 febbraio, Cocciaretto ha guadagnato diciotto posizioni in un colpo solo. Il salto – dalla cinquantasettesima alla trentanovesima piazza mondiale – rappresenta, per chiunque mastichi statistiche tennistiche, una progressione anomala, quasi verticale, resa possibile dalla concomitanza tra il peso specifico del torneo e la scarsità di punti da difendere nella stessa settimana. Non è soltanto una questione numerica, però: è la prima volta che la marchigiana raggiunge i quarti in un evento di questa categoria, un traguardo che per anni le era sfuggito tra infortuni e alternanze di rendimento.
Il significato tecnico della vittoria su Ann Li
Li, dal canto suo, non è avversaria da sottovalutare sul cemento; americana di ventiquattro anni, dotata di una palla piatta e profonda, aveva messo alle corde Cocciaretto in più frangenti. Nel secondo set, quando l’azzurra conduceva 5-4 e serviva per l’incontro, è arrivato l’unico vero cedimento: qualche diritto corto, un paio di risposte troppo timide, e Li ha infilato tre giochi consecutivi portando il match al terzo. È in quel frangente, però, che la tennista di Fermo ha tirato fuori qualcosa di diverso dal suo repertorio: ha smesso di rincorrere e ha ricominciato a dettare i ritmi con il rovescio lungolinea. Il tie-break del primo set, vinto per sette punti a cinque dopo essere stata sotto di un minibreak, aveva già suggerito che la testa reggeva. La conferma è arrivata nel parziale decisivo, chiuso con un break nel nono gioco.
Il prossimo ostacolo e il possibile scenario nei quarti
Domani, sul centrale di Doha, si aprirà per Cocciaretto una porta che conduce a territori ancora inesplorati per la sua carriera: ad attenderla ai quarti c’è Jelena Ostapenko, lettone dal talento esplosivo e imprevedibile, capace di vincere un Roland Garros da ragazza e di alternare poi stagioni opache a exploit improvvisi. Non è un sorteggio tenero, ma la marchigiana ha già dimostrato in questi giorni di sapersi adattare all’avversaria meglio di quanto facesse qualche mese fa. Dall’altra parte del quadro, a completare il lato di tabellone che potrebbe incrociare la vincente tra Cocciaretto e Ostapenko, ci sono nomi come Elena Rybakina – campionessa in carica degli Australian Open – e la giovanissima canadese Mboko, rivelazione del torneo. Ma tutto questo, per ora, appartiene alla categoria delle possibilità: la realtà, adesso, è che un’azzurra ripescata dalle qualificazioni ha infilato tre vittorie consecutive in un torneo che raduna l’élite mondiale e si è guadagnata il diritto di giocarsi l’accesso in semifinale contro una ex numero 5 del mondo.




