Raducanu spreca un set e mezzo, Vekic vince da lucky loser al Queen’s
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Redazione Sport
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Il giorno della finale del WTA 500 al Queen’s di Londra, la sceneggiatura sembrava scritta per un’apoteosi della beniamina di casa, Emma Raducanu, e invece si è consumato un copione del tutto diverso, trasformandosi presto in una delle sconfitte più difficili da digerire per la giovane britannica. Davanti al pubblico amico che gremiva l’Andy Murray Arena, la numero 42 del mondo ha ceduto alla croata Donna Vekic con il punteggio di 6-0, 7-6(6), facendosi rimontare nel secondo parziale dopo aver sprecato un vantaggio che sembrava ormai decisivo (5-2 e due set point a disposizione).
Quella che si prospettava come la serata della rinascita – il primo titolo sull’erba, il secondo in carriera dopo la favola dello US Open del 2021 – si è invece trasformata in un’amara lezione di cinismo sportivo, amministrata da un’avversaria che ha saputo attendere il momento giusto per colpire.
La cavalcata della lucky loser: l’impresa di Donna Vekic
A firmare una delle storie più romantiche (e allo stesso time spietate) di questa prima parte di stagione sull’erba è stata proprio Donna Vekic, che ha trasformato un’entrata in tabellone da ripescata – la classica “lucky loser” – in una cavalcata trionfale e inaspettata. Dopo aver perso nell’ultimo turno di qualificazioni, la 29enne croata, attuale numero 76 del ranking e medaglia d’argento ai Giochi Olimpici di Parigi 2024, ha approfittato del forfait di un’altra giocatrice per entrare nel main draw, e da lì non si è più fermata.
Per lei si tratta del quinto titolo in carriera sul circuito maggiore, ma è senza dubbio il più prestigioso considerando la categoria WTA 500, un traguardo che nessuna lucky loser aveva mai raggiunto prima d’ora a questo livello. Come riportano le cronache, Vekic è diventata la prima ripescata nella storia a vincere un torneo di questa importanza, aggiungendo un capitolo memorabile al suo curriculum fatto di finali (quindici in totale) e di una costanza che a volte le è mancata negli anni scorsi.
Un primo set da incubo e la rimonta mancata di Raducanu
Il match, durato un’ora e cinquanta minuti, ha avuto un volto dualistico che ben racconta le difficoltà mentali e fisiche della tennista di casa. Nel primo set non c’è stata letteralmente partita: Vekic ha preso il controllo dello scambio fin dalle prime battute, infilando un parziale di sedici punti a cinque che ha chiuso virtualmente la pratica in meno di mezz’ora, rifilando un pesante 6-0 a Raducanu.
La britannica, che nel corso del torneo aveva dovuto giocare quattro match in tre giorni a causa della pioggia, sembrava pagare lo sforzo accumulato, mostrando anche qualche problema fisico alla coscia sinistra – già fasciata nei turni precedenti – che ne limitava la mobilità sulla linea di fondo. Tuttavia, nel secondo set è arrivata la reazione d’orgoglio della numero uno britannica, capace di operare una rimonta di carattere portandosi sul 5-2 e servendo per portare il match al terzo set.
È stato proprio in quel frangente, il decimo game, che il piatto ha iniziato a pendere nuovamente dalla parte della croata: Raducanu ha fallito due set point consecutivi, uno dei quali annullato da un pregevole pallonetto difensivo della sua avversaria, e da lì il crollo psicologico è stato inevitabile.
Lo sviluppo nel tie-break e i cinque match point annullati
Dopo aver lasciato scivolare via quelle due chance consecutive, l’inerzia del match è cambiata radicalmente, e l’esperienza di Vekic ha preso il sopravvento sulla foga della rivale. La 29enne croata ha recuperato il break di svantaggio, pareggiando il conto dei giochi e costringendo l’avversaria allo spareggio decisivo, dove l’equilibrio è rimasto teso fino all’ultimo punto.
All’interno del tie-break, lo spettro della sconfitta si è materializzato più volte per Raducanu, che ha avuto la forza di annullare quattro match point – tre dei quali sul 6-5 a favore della croata e un quarto nel corso del gioco decisivo – mostrando un carattere che spesso le era stato rimproverato di non avere. Alla fine, però, l’aggressività della padrona di casa l’ha tradita: sul quinto match point per Vekic, un diritto di Raducanu è finito lungo la linea laterale, sancendo il 7-6(6) e regalando il titolo alla giocatrice balcanica.
Nonostante la delusione palpabile per l’occasione persa, la corsa di Raducanu al Queen’s le consentirà comunque di riavvicinarsi alla top 30 del ranking, piazzandosi virtualmente tra le teste di serie in vista dell’imminente Torneo di Wimbledon.




