Morte di Liam Payne, parla il cameriere indagato

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Prosegue l'inchiesta sulla tragica morte di Liam Payne, ex membro degli One Direction, deceduto il 16 ottobre scorso dopo essere precipitato dal balcone della sua stanza al terzo piano di un albergo a Buenos Aires. Braian Nahuel Paiz, il cameriere argentino di 24 anni indagato insieme ad altre due persone per aver fornito droga a Payne, ha rilasciato dichiarazioni alla stampa locale, ammettendo di aver visitato la star in due occasioni prima della fatale caduta.

Paiz, intervistato dalla TV argentina Telefe Noticias, ha confessato di aver assunto droghe insieme a Payne, ma ha negato categoricamente di aver fornito lui stesso le sostanze stupefacenti al cantante. Ha inoltre sottolineato che tra loro vi è stata un'intimità, descrivendo Payne come una persona dolce. Le sue dichiarazioni, probabilmente concordate con i suoi avvocati, mirano a delineare una linea difensiva che escluda la responsabilità diretta nella morte del cantante.

La magistratura di Buenos Aires sta cercando di risolvere anche il mistero della scomparsa del Rolex che Payne indossava fino a poche ore prima della sua morte. Le immagini analizzate mostrano chiaramente che il cantante portava l'orologio il giorno della sua caduta, ma il prezioso oggetto risulta ora introvabile. Questo dettaglio aggiunge un ulteriore elemento di complessità all'inchiesta, già intricata per la presenza di più sospettati e per le circostanze ambigue che hanno portato alla tragica fine di Payne.

Gli altri due indagati, i cui nomi non sono stati resi noti, sono accusati insieme a Paiz dei reati di abbandono di persona seguito dalla morte, fornitura e favoreggiamento di stupefacenti.

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