Castel Maggiore, strangola la moglie e si impicca: il doppio suicidio-omicidio tra i bigliettini e il silenzio del figlio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il figlio, preoccupato perché il padre non rispondeva al telefono da diverse ore, ha fatto irruzione nell’appartamento di via Lame, nella frazione Torre Verde di Castel Maggiore, trovandosi davanti una scena che nemmeno la cronaca nera più cinica avrebbe potuto restituire integra: il della matrigna, Adriana Mazzanti, 63 anni, riverso a terra in un lago di sangue – da una prima ricostruzione dei carabinieri sarebbe stata strangolata – e quello del padre, Mauro Zaccarini, 73 anni, impiccato in un’altra stanza. A dare l’allarme, insieme al 45enne, è stato anche un vicino; e subito dopo sono scattati i rilievi della compagnia di Borgo Panigale e della stazione di Castel Maggiore, con la pm di turno Federica Messina che ha coordinato i primi accertamenti.

Il nodo dei bigliettini lasciati dall’uomo

Dentro le mura domestiche, gli inquirenti hanno rinvenuto alcuni bigliettini scritti a mano da Zaccarini, attualmente al vaglio degli investigatori perché potrebbero contenere elementi utili a chiarire il movente – anche se, va detto, nessuna ipotesi è stata ancora scartata. La coppia, sposata in seconde nozze, non aveva figli in comune; il 45enne che ha scoperto i cadaveri è figlio di lui, nato da una precedente unione. Ed è proprio il silenzio del padre, protrattosi per tutta la mattinata, a insospettire il ragazzo, il quale si è presentato davanti all’ingresso dell’abitazione insieme al vicino, trovandola chiusa dall’interno. Una volta forzata la porta, è emerso il quadro che gli investigatori definiscono, con le dovute cautele, riconducibile a un omicidio-suicidio.

La dinamica provvisoria: notte o prime ore del mattino

Secondo le prime verifiche dei carabinieri, il decesso di entrambi i coniugi sarebbe avvenuto durante la notte o, in alternativa, nelle primissime ore del mattino: Zaccarini avrebbe ucciso la moglie – forse mentre dormiva o comunque prima di un qualsiasi tentativo di reazione, come lascerebbe intendere l’assenza di segni di colluttazione sul della donna – per poi impiccarsi con un metodo che al momento gli investigatori non hanno voluto dettagliare. La procura di Bologna ha aperto un fascicolo, ma al momento non risultano indagati né terzi coinvolti: l’attenzione si concentra esclusivamente sulla ricostruzione degli ultimi istanti di vita della coppia, sulla scrittura di quei bigliettini (di cui non è stato ancora reso noto il contenuto) e su eventuali segnali premonitori che magari erano emersi nei giorni precedenti tra amici o parenti.

Un’indagine senza colpi di scena apparenti

I carabinieri della compagnia di Borgo Panigale stanno acquisendo i referti medici di entrambi i coniugi – non si esclude che alla base del gesto ci fossero patologie pregresse o uno stato depressivo non trattato – e hanno già sentito alcuni familiari, i quali si sono detti sconvolti. Quello che al momento manca è un movente chiaro: la coppia, a detta di chi li conosceva, non avrebbe mai manifestato all’esterno segni di crisi irreversibili, sebbene gli inquirenti non escludano che proprio nei bigliettini lasciati dall’uomo si possa trovare una spiegazione. Per il resto, la scientifica ha terminato i rilievi nell’appartamento, e l’autopsia disposta dalla pm Messina fornirà – nelle prossime ore – elementi più precisi su tempi e cause esatte dei decessi, anche se l’ipotesi dell’omicidio-suicidio rimane, al momento, quella più accreditata.

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