Attacchi ucraini in Crimea e Russia: blackout a Sebastopoli, colpito deposito di petrolio a Krasnodar
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Redazione Esteri
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Nella notte tra mercoledì e giovedì, la Crimea è stata teatro di un massiccio attacco con droni da parte delle forze ucraine, che hanno preso di mira infrastrutture energetiche cruciali per la penisola, causando esplosioni e diffuse interruzioni di corrente. Secondo quanto riferito dall'agenzia ucraina Rbc, che cita fonti Osint (Open Source Intelligence), i droni provenivano da tutte le direzioni, colpendo le centrali termiche di Tavricheskaya e Balaklava; la città di Yalta, in particolare, è rimasta completamente al buio per diverse ore.
L'offensiva ha provocato un blackout totale a Sebastopoli, la principale città della Crimea, come reso noto dal governatore filorusso Mikhail Razvozhaev su Telegram; gli specialisti stanno valutando l'entità dei danni per ripristinare l'energia elettrica, mentre il governatore ha esortato i residenti a risparmiare la batteria dei telefoni e a evitare di sovraccaricare la rete.
Il comandante delle forze per i sistemi senza pilota ucraini, Robert "Madyar" Brovdi, ha dichiarato che l'attacco ha colpito obiettivi chiave tra cui i depositi di carburante della centrale termoelettrica di Kerch, la stazione di distribuzione del gas di Simferopol e la sottostazione elettrica della Crimea occidentale.
Un bilancio in vittime e l'attacco a un deposito di petrolio
Le conseguenze degli attacchi si sono fatte sentire anche sul piano umano, con il governatore della Crimea nominato da Mosca, Sergei Aksyonov, che ha riferito di due persone uccise a Denisovka, tra cui un bambino, e altre due rimaste ferite.
Oltre alla penisola, le forze ucraine hanno esteso le loro operazioni colpendo un deposito di petrolio nel distretto di Krasnoarmeysky, nella regione russa di Krasnodar; il sito web Kyiv Independent, citando funzionari locali e immagini diffuse sui social, ha confermato che foto e video pubblicati dai residenti mostrano fiamme provenire dal deposito di Poltavskaya. Il capo del distretto, Alexander Kharlitonov, ha scritto sui social che l'incendio è stato provocato dalla "caduta di detriti di droni", attribuendo l'accaduto all'attacco ucraino.
Quest'ultimo episodio si inserisce in una più ampia strategia di Kiev, che ha dichiarato di voler colpire le infrastrutture che alimentano lo sforzo bellico russo sul suo stesso territorio.
Raid in profondità e reazioni da Mosca
Il raggio d'azione dei droni ucraini si è esteso ben oltre i territori occupati, raggiungendo anche la regione russa di Nizhny Novgorod, circa 400 chilometri a est di Mosca, dove il governatore Gleb Nikitin ha confermato un attacco che ha causato due morti e altrettanti feriti, oltre a danni a una struttura industriale e ad alcuni edifici residenziali.
Le autorità di Mosca hanno denunciato un'offensiva notturna su larga scala, con il ministero della Difesa che ha affermato di aver intercettato e distrutto 323 droni ucraini in 19 regioni della Federazione, compresa quella di Mosca, sul Mar Nero e sul Mar d'Azov.
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha commentato duramente gli attacchi, affermando che Kiev, "sconfitta sul fronte, sta reagendo con violenza e rivelando la sua natura nazista" con attacchi alle infrastrutture civili russe, ribadendo al contempo che l'esercito russo sta avanzando lungo tutto il fronte.
Un'offensiva mirata alle infrastrutture energetiche
L'attacco di stanotte rappresenta l'ultimo capitolo di una serie di raid sistematici da parte ucraina contro le infrastrutture critiche della Crimea e delle regioni russe di confine, un'operazione che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha descritto come "pianificata con precisione". Oltre ai blackout a Sebastopoli e in altre aree della penisola, che hanno lasciato circa metà della Crimea senza elettricità secondo le autorità di occupazione, l'offensiva ha preso di mira anche un impianto di trattamento del gas nell'oblast di Orenburg.
Questi attacchi alle fonti energetiche, che hanno già portato a restrizioni sulla vendita di carburante in almeno 15 regioni russe, sembrano essere parte di una strategia per indebolire la logistica e la capacità operativa della Russia, mentre le autorità di occupazione continuano a valutare i danni e a cercare di ripristinare i servizi essenziali per la popolazione civile.




