Prince, dieci inediti da "Timeless": il viaggio nell'archivio del genio di Minneapolis

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Esce oggi, 28 agosto 2026, "Timeless", il nuovo album postumo di Prince che arriva a dieci anni esatti dalla scomparsa del folletto di Minneapolis e che rappresenta, per chi segue la sua sterminata eredità artistica, un evento di portata notevole, non fosse altro perché si tratta del primo progetto discografico concepito per attraversare in modo sistematico tutte le principali epoche della sua carriera, riunendo incisioni rare e inedite realizzate tra il 1977 e il 2016 in un unico, ampio ritratto sonoro.

Realizzato in collaborazione con Legacy Recordings e Sony Music, il disco attinge direttamente dal celebre Vault di Paisley Park, la tenuta-studio dell'artista, e offre dieci tracce che funzionano un po' come altrettante istantanee di un percorso creativo durato quasi quarant'anni, restituendo l'immagine di un musicista che non ha mai smesso di innovare e sperimentare.

Un percorso cronologico attraverso i decenni

La particolarità di "Timeless", che lo distingue da altre raccolte postume, risiede proprio nella sua struttura: i brani sono stati selezionati e disposti in rigoroso ordine cronologico, cosicché l'ascolto diventa un vero e proprio viaggio che parte dalle primissime registrazioni in studio di un Prince ancora adolescente per arrivare fino a una delle sue ultime esibizioni dal vivo, documentando in modo tangibile l'evoluzione del suo suono, della sua scrittura e della sua voce attraverso il funk, il rock, il pop e la sperimentazione più pura.

Apre il disco "I Am You", un demo del 1977 che coglie l'artista in una fase aurorale, quando il prodigio di Minneapolis stava ancora cercando la propria dimensione, e lo si può ascoltare nella sua essenza di giovanissimo musicista polistrumentista, mentre brani come "Heaven", datato 1985, o "I Wonder", del 1989, rappresentano momenti di piena maturità creativa.

E poi c'è il commovente epilogo: "How Come You Don't Call Me Anymore?", nella versione dal vivo per sola voce e pianoforte registrata al Fox Theatre di Atlanta il 14 aprile 2016, a pochi giorni dalla scomparsa dell'artista, un finale che quasi chiude un cerchio e che riporta il genio all'essenziale.

Le storie dietro le tracce: da Céline Dion ai fan

Ogni brano custodito in "Timeless" porta con sé una storia a sé, che talvolta si intreccia con le dinamiche dell'industria discografica o con episodi curiosi del rapporto tra Prince e il suo pubblico. È il caso di "With This Tear", registrato a Paisley Park nel novembre 1991, un brano interamente suonato e prodotto da Prince che era stato inizialmente pensato per la cantante Jevetta Steele e che poi, tramite il manager e marito di Céline Dion, René Angélil, finì per essere inciso dalla stessa Dion nella sua versione del 1992.

L'originale di Prince, considerato dalla critica un pezzo profondamente personale per la sua interpretazione essenziale al pianoforte, è rimasto invece chiuso nel Vault per più di trent'anni, per essere pubblicato lo scorso aprile come primo assaggio di questo progetto.

Altrettanto singolare è la vicenda di "I Wonder": il brano, inciso nell'agosto 1989, non venne destinato a nessun progetto preciso e rimase inedito fino al 2000, quando, durante l'evento "Prince: A Celebration" organizzato a Paisley Park, venne messo ai voti dei fan attraverso dei computer presenti nella tenuta per un ipotetico album mai realizzato; ebbene, quella canzone scelta dal pubblico ventisei anni fa trova oggi, solo ora, la sua collocazione ufficiale.

Versioni alternative e rarità dal Vault

Non mancano poi le sorprese legate a versioni alternative di brani che il pubblico aveva già avuto modo di conoscere, come nel caso di "Tick Tick Bang", registrato nell'estate del 1981 durante le sessioni di "Controversy" e poi completamente riscritto e re-inciso nel 1989 per essere incluso nella colonna sonora di "Graffiti Bridge".

La versione presente in "Timeless" è proprio quella originale del 1981, che si caratterizza per l'utilizzo di un loop di batteria tratto da "Little Miss Lover" di Jimi Hendrix, un campionamento che probabilmente aveva reso complessa la pubblicazione all'epoca e che oggi offre agli ascoltatori la possibilità di un confronto diretto tra due diverse concezioni dello stesso pezzo a distanza di otto anni.

"Timeless", disponibile in digitale, CD, vinile nero e in un'edizione limitata in vinile purple marble in esclusiva sul Sony Music Store, arriva dopo un periodo di relativa inattività discografica legato a complesse vicende di gestione dell'archivio e si accompagna alle celebrazioni del Prince Celebration 2026, che hanno visto la città di Minneapolis proclamare una settimana a lui dedicata.

Un'eredità che continua a sorprendere

L'uscita di questo progetto, che coincide con le celebrazioni per il decennale della scomparsa, rappresenta un'occasione per ripercorrere la carriera di un artista che, come pochi altri, ha saputo reinventarsi senza mai perdere la propria identità, e che ha lasciato un'eredità musicale ancora oggi in gran parte inesplorata.

A curare la masterizzazione dell'album è stato Chris James, ingegnere e produttore che aveva già lavorato con Prince negli ultimi anni della sua vita, contribuendo a garantire una qualità sonora che rispettasse la visione artistica del suo creatore. "Timeless" non è solo una raccolta di inediti, ma una vera e propria antologia che restituisce la complessità e la profondità di un genio inafferrabile, dimostrando come, a dieci anni dalla sua scomparsa, la sua influenza e la sua capacità di sorprendere siano più vive che mai.

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