Garlasco, lunedì la Procura chiude l'inchiesta bis su Sempio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Lunedì 28 settembre scade il termine delle indagini preliminari della Procura di Pavia sul delitto di Garlasco e, salvo sorprese, i magistrati notificheranno ad Andrea Sempio il secondo avviso di chiusura delle indagini, dopo quello recapitato lo scorso 7 maggio. L'indagato risponde dell'omicidio di Chiara Poggi, uccisa la mattina del 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli. La difesa dell'uomo, rappresentata dagli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, attende di leggere le nuove prove depositate dagli inquirenti.

L'attesa della difesa

«Siamo in febbrile, vigile, ma serena attesa», ha dichiarato Cataliotti all'agenzia LaPresse, precisando che la notifica potrebbe non arrivare immediatamente e che, data la risonanza mediatica del caso, potrebbe invece avvenire in tempi rapidi. Il legale ha anche spiegato che la difesa non può fare altro che aspettare di leggere ciò che la Procura ha depositato, dopo aver presentato le proprie controdeduzioni sulle consulenze precedenti.

Una volta ricevuto l'avviso, la difesa di Sempio avrà venti giorni di tempo per depositare memorie e contro-consulenze prima dell'eventuale richiesta di rinvio a giudizio.

Il quadro accusatorio

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, coordinati dal procuratore Fabio Napoleone, Sempio avrebbe colpito Chiara Poggi con un oggetto contundente, procurandole almeno dodici ferite sul cranio e sul volto, per motivi abietti riconducibili al rifiuto della ragazza al suo approccio sessuale. L'accusa ritiene che l'indagato avesse visto video intimi della vittima e del fidanzato Alberto Stasi, custoditi in una chiavetta USB, e che una settimana prima del delitto avesse chiamato tre volte il telefono fisso della famiglia Poggi.

La Procura contesta inoltre l'alibi legato a uno scontrino del parcheggio di Vigevano e considera centrale la cosiddetta impronta 33, la traccia palmare individuata sulla parete della scala della villetta, che per gli inquirenti collegherebbe Sempio alla scena del crimine.

Le consulenze e il rifiuto dell'esame psichiatrico

Tra gli accertamenti integrativi disposti dalla Procura figurano misurazioni antropometriche dell'indagato, confronti con la suola insanguinata numero 42 attribuita all'assassino nelle precedenti sentenze e analisi sulle tracce genetiche. Sempio ha dichiarato di calzare il 44 e la difesa contesta le conclusioni degli inquirenti sulla compatibilità fisica con la posizione attribuitagli sulla scena.

È stata inoltre affidata al professor Roberto Catanesi una consulenza psichiatrica per valutare eventuali condizioni patologiche di Sempio al momento dell'omicidio, la sua capacità di intendere e di volere e la pericolosità sociale. L'indagato ha scelto di non sottoporsi a colloqui diretti con lo specialista, su consiglio dei difensori, che ritengono l'approfondimento privo di utilità in assenza di una patologia clinicamente accertata.

L'audizione di Garofano e i fascicoli collaterali

Negli ultimi atti istruttori la Procura ha sentito l'ex generale del Ris Luciano Garofano e alcuni ufficiali che nel 2007 si occuparono dei rilievi scientifici. Garofano, che per un breve periodo è stato consulente della difesa di Sempio, ha confermato l'incontro senza rivelare il contenuto delle domande e delle risposte. Parallelamente, secondo quanto riportato, proseguono le indagini su almeno altri tre fascicoli scaturiti in questo anno e mezzo di approfondimenti, relativi a presunte omissioni e favoreggiamenti non collegati alle fasi dell'omicidio.

Resta sullo sfondo la posizione di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per lo stesso delitto, in attesa degli sviluppi legati a un'eventuale istanza di revisione del processo.

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