Seul, K-pop e proteste, la musica come colonna sonora della rivolta
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Redazione Esteri
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Negli ultimi giorni, le strade di Seul hanno assunto un aspetto inusuale, trasformandosi in arene di concerti K-pop piuttosto che in luoghi di protesta. La cosiddetta "protesta delle candele", ora evolutasi in "protesta dei led", ha visto i manifestanti esprimere il loro dissenso attraverso canzoni che invocano l'impeachment del presidente Yoon Suk Yeol. Gli slogan, modellati sulle hit musicali in vetta alle classifiche, sono accompagnati da stick luminosi colorati, accessori distintivi più spesso associati ai fan del K-pop che ai movimenti politici.
Il Parlamento di Seul ha recentemente approvato una risoluzione che chiede l'arresto immediato del presidente Yoon Suk Yeol e di altre sette persone a lui vicine. Questo provvedimento è stato adottato in risposta al tentativo, avvenuto nella notte tra il 3 e il 4 dicembre, di imporre la legge marziale, un'azione che è stata rapidamente ritirata dopo sei ore a causa della bocciatura parlamentare. Tra i 288 deputati presenti, 191 si sono espressi a favore dell'arresto, 94 contrari e 3 si sono astenuti.
La decisione del Parlamento rappresenta un momento cruciale nella politica sudcoreana, segnando un passo significativo nella lotta contro l'abuso di potere. La risoluzione non riguarda solo il presidente Yoon, ma anche altre figure chiave coinvolte nel fallito tentativo di colpo di stato. L'agenzia di Stato sudcoreana, Yonhap, ha riportato che l'Assemblea nazionale ha approvato la risoluzione nell'ultimo giorno della prima sessione ordinaria della 22esima Assemblea nazionale.
La protesta, caratterizzata da un'atmosfera quasi festosa grazie alla musica K-pop, ha visto la partecipazione di diverse generazioni, unite nel chiedere giustizia e trasparenza.




