Giornata internazionale dell’infermiere, tra riconoscimenti e sfide aperte
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Redazione Salute
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Il 12 maggio 2025, in tutto il mondo, si celebra la Giornata internazionale dell’infermiere, data che coincide con l’anniversario della nascita di Florence Nightingale, considerata la fondatrice dell’assistenza infermieristica moderna. Un appuntamento che, oltre a rendere omaggio a una professione essenziale, accende i riflettori sulle condizioni di lavoro, le difficoltà strutturali e il ruolo sempre più centrale di queste figure nel sistema sanitario.
A Cesena, come in altre città italiane, la ricorrenza assume un significato particolare, concentrandosi sul tema “Insieme costruiamo salute”, scelto dalla Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche. Un messaggio che non solo sottolinea l’importanza del lavoro di squadra, ma punta a riavvicinare i giovani a una carriera spesso percepita come logorante e poco remunerativa. «Sottopagati e maltrattati», denunciano alcuni, in un contesto dove la carenza di personale rischia di minare la qualità dei servizi.
A Torino, intanto, le celebrazioni prendono forma con eventi aperti alla cittadinanza. In piazza Castello, stand informativi e momenti di confronto animano la giornata di domenica 11 maggio, mentre alla Città della Salute e della Scienza si discute del futuro della professione. Flavia Pirola, direttore sanitario, e Thomas Schael, commissario, hanno ribadito l’esigenza di percorsi di carriera più chiari e di una formazione continua, elementi fondamentali per trattenere personale qualificato. «L’infermiere al centro della sanità», è lo slogan che accompagna l’iniziativa, a ricordare come il loro contributo vada ben oltre la semplice assistenza.
Non mancano, tuttavia, le ombre. Se da un lato si moltiplicano gli appelli per una maggiore valorizzazione del ruolo, dall’altro permangono criticità legate a turni estenuanti, stipendi non sempre commisurati alle responsabilità e, in alcuni casi, a tensioni con il management sanitario. Questioni che rischiano di allontanare nuove leve, proprio quando il sistema avrebbe bisogno di un ricambio generazionale.




