Bruxelles promuove la manovra italiana
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Redazione Esteri
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La Commissione europea ha dato il via libera alla sesta rata del Pnrr, elogiando l'Italia per la capacità di mettere insieme una legge di bilancio per il 2025 in linea con le raccomandazioni e un piano pluriennale di rientro del debito considerato credibile e sostenibile. Le misure inserite dal ministro Giancarlo Giorgetti nel Piano strutturale di bilancio (Psb) soddisfano i requisiti per giustificare un'estensione a sette anni. Il governo Meloni, con un approccio sobrio e silenzioso, ha ottenuto un giudizio positivo da Bruxelles, che ha rivalutato le ex cicale e tarpato le ali ai vecchi falchi.
La Commissione ha infatti ritenuto che il Psb dell'Italia soddisfi pienamente i requisiti del nuovo Patto di stabilità, mentre quello dei Paesi Bassi è stato l'unico tra i 21 esaminati a non passare l'esame. L'esecutivo europeo sta ancora valutando il piano a medio termine dell'Ungheria, mentre i documenti contabili di Germania, Estonia, Finlandia e Irlanda sono stati giudicati non pienamente in linea per quanto riguarda la spesa. Lussemburgo, Malta e Portogallo, invece, non hanno rispettato la riduzione dei sussidi energetici.
Alla loro prima applicazione, le regole del nuovo Patto di stabilità europeo si stanno rivelando indigeste soprattutto per quei Paesi che più hanno spinto per introdurre rigide misure di controllo dei conti pubblici. Questo club di Stati, giornalisticamente indicato come dei "falchi", si trova ora in difficoltà nel rispettare le stesse regole che avevano promosso.
Giancarlo Giorgetti, ministro dell'Economia, ha commentato sobriamente il giudizio positivo ricevuto, sottolineando che si tratta del frutto di una politica economica seria e di scelte ponderate.




