Nexi, il giudizio di Citi che boccia la paytech italiana e promuove la svizzera Temenos

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il differenziale di valutazione tra le società europee dei pagamenti digitali si sta riallineando su parametri sempre più legati all’efficienza operativa e all’integrazione dell’intelligenza artificiale, due fattori che Citi ha recentemente utilizzato come discriminanti per rivedere al ribasso le prospettive sulla paytech italiana Nexi. In un report raccolto da Milano Finanza, la banca d’affari americana ha infatti tagliato il rating del gruppo tricolore da “buy” a “neutral”, abbassando contestualmente il target price a 3,40 euro (dai precedenti 5 euro), mentre al contrario ha alzato il giudizio sulla rivale svizzera Temenos, specializzata in software per il settore bancario, promossa da “neutral” a “buy” con un prezzo obiettivo ritoccato da 70 a 90 franchi. Il fulcro dell’analisi, che arriva in una fase di rinnovata volatilità per i listini europei, risiede nella capacità delle singole realtà di monetizzare i dati e gestire la pressione sulla redditività; da una parte Temenos beneficia di un momentum commerciale ritenuto solido e di una domanda più resiliente, dall’altra Nexi sconta un contesto di “scuita” da parte dei clienti che, unito a rinegoziazioni e investimenti necessari per restare sul mercato, ne limita il potenziale di un rapido “re-rating” nonostante i rendimenti per gli azionisti rimangano interessanti.

L’olandese Adyen resta il titolo preferito dal broker e guida la chiusura del gap con gli Stati Uniti

A fare da contraltare in questo scenario rimane la big olandese Adyen, che Citi conferma come la propria scelta prioritaria nel comparto mantenendo il rating “buy” e il target a 1.800 euro. La motivazione di questa preferenza, come si legge nel documento della banca, affonda le radici in una lenta ma progressiva convergenza tra il vecchio continente e gli Stati Uniti nel segmento dei pagamenti integrati; se oltreoceano circa il 90% delle Pmi si appoggia ai fornitori indipendenti di software (Isv), in Europa questa percentuale si attesta ancora su valori compresi tra il 20 e il 25 per cento, un divario che sta iniziando a colmarsi proprio grazie a strumenti di customer intelligence avanzata e di gestione del rischio frode. L’analisi quantitativa di Citi sottolinea come la crescita costante dei volumi di Adyen, allineata a quella di colossi come Stripe (valutata 159 miliardi di dollari nonostante un tasso di espansione del 34%), evidenzi un vero e proprio sconzo di valutazione per il gruppo olandese, i cui margini e flussi di cassa liberi appaiono più robusti rispetto ai diretti competitor. A pesare sulla revisione delle raccomandazioni, precisa il report, contribuisce anche l’incertezza macroeconomica legata al prolungamento del conflitto in Medio Oriente, un elemento di disturbo che mantiene misti i trend di spesa, mentre la stabilità dell’e-commerce offre un parziale riparo.

Il dualismo tra analisi tecnica e view prudenziale del broker muove le contrattazioni a Piazza Affari

Nonostante la doccia fredda arrivata dalla banca d’affari americana, le quotazioni di Nexi hanno mostrato una reazione muscolare positiva sul listino milanese, dove il titolo ha guadagnato terreno con una variazione del 2,78% in una seduta complessivamente costruttiva per l’intero comparto dei pagamenti digitali. Questa apparente contraddizione tra il giudizio ribassista di Citi e il movimento dei prezzi si spiega alla luce dei segnali tecnici che, nelle ultime settimane, hanno cominciato a delineare un miglioramento della struttura grafica del titolo. Dopo il “bullish engulfing” (una figura di inversione rialzista) formatosi a marzo in prossimità dei minimi toccati in area 2,746 euro, le azioni hanno recuperato il supporto vettoriale di colore azzurro posto a quota 3,00 euro, un livello che ora funge da base operativa per eventuali ulteriori allunghi. La view di breve periodo, osservano gli analisti tecnici, indica che Nexi ha raggiunto la resistenza orizzontale blu a 3,452 euro; il superamento di questa soglia aprirebbe la strada verso la trendline rossa tratteggiata collocata a 3,85 euro, mentre una reazione negativa da questi valori potrebbe riportare il titolo a ritestare il supporto dei 3 euro. La media mobile semplice a 50 periodi (Sma 50) transita ancora a una quota distante di 4,365 euro, confermando la lontananza dal trend primario, ma il rafforzamento della pressione rialzista è testimoniato dal fatto che i principali indicatori direzionali – dal Macd al Parabolic SaR fino al Vortex – si sono recentemente girati in posizione long.

Le partnership come ancora di salvezza e il confronto con le altre realtà fintech europee

Citi, nel motivare il downgrade di Nexi, ha evidenziato come la società italiana dipenda sempre più da alleanze strategiche per preservare la propria competitività in un mercato dove il “re-pricing” (la revisione dei prezzi dei servizi) e gli investimenti tecnologici assorbono risorse che altrimenti potrebbero essere destinate a remunerare maggiormente il capitale. Una dinamica, questa, che si inserisce in una fase di transizione per l’intero comparto: da una parte società come la britannica Wise (giudicata “sell” con target a 7,60 sterline) scontano una competizione in netta ascesa, agevolata anche dall’ingresso nel mercato di operatori come Revolut (che ha ottenuto la licenza bancaria piena nel Regno Unito), dall’altra i gruppi specializzati in buoni pasto come Edenred (rating “neutral”, target a 19 euro) e Pluxee (rating “buy”, target a 22 euro) restano esposti ai rischi regolatori, in particolare alla riforma in corso in Brasile e alla recente indagine in Italia sul tetto alle commissioni, che cercano di compensare tramite campagne sulle gift card e rinegoziazioni contrattuali. L’analisi quantitativa più recente sulla situazione tecnica di Nexi, diffusa a ridosso di queste valutazioni, registra comunque un interessante rafforzamento della pressione rialzista dopo il balzo oltre la resistenza grafica dei 3,50 euro, un movimento che lascia intravedere un possibile ulteriore allungo con un primo target in area 3,70-3,71 euro e un secondo obiettivo a ridosso dei 3,75 euro, fermo restando che soltanto il ritorno sotto la soglia dei 3,40 euro potrebbe fornire un segnale negativo di inversione della tendenza.

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