L'Ue promuove la manovra italiana, Dombrovskis invita a correre su Pnrr e riforme

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il commissario europeo agli Affari economici, Valdis Dombrovskis, pur riconoscendo all'Italia i progressi compiuti nel contenimento del disavanzo, ha sollecitato il governo a imprimere una decisa accelerazione all'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e al pacchetto di riforme, considerando la crescita economica, che si prospetta modesta, un elemento di criticità sul quale intervenire con urgenza. Le sue dichiarazioni, rilasciate in occasione della presentazione del pacchetto autunnale di supervisione economica, hanno sottolineato come il rispetto degli impegni di bilancio potrebbe condurre, già nel corso del prossimo anno, all'uscita del paese dalla procedura per disavanzo eccessivo, una prospettiva che rappresenta un obiettivo primario per le autorità di Bruxelles.

Il via libera formale e i nodi da sciogliere

La Commissione europea ha espresso un giudizio formale di conformità sul documento programmatico di bilancio italiano, inviato a metà ottobre, allineandolo così a quello di altri undici stati membri dell’Eurozona e definendolo in linea con i parametri stabiliti dal rinnovato patto di stabilità. Questo via libera, che non era scontato e che viene interpretato dal governo come un sigillo di credibilità internazionale, costituisce un passaggio fondamentale all'interno del complesso iter del semestre europeo. Tuttavia, l'invito rivolto a Roma a «proseguire con l’attuazione delle politiche di bilancio previste» nasconde, secondo alcuni osservatori, una certa preoccupazione per la lentezza con cui stanno procedendo alcuni capitoli cruciali del Pnrr, i quali, se non portati a compimento, rischierebbero di minare la tenuta dell'intero impianto finanziario.

Le reazioni politiche e la strada già tracciata

Dal canto suo, la maggioranza di governo ha colto il parere positivo di Bruxelles come una piena conferma della bontà della propria azione, come dimostrano le parole di un esponente di Fratelli d'Italia, il quale ha parlato di «risultati concreti e riconosciuti» che certificano «una linea di responsabilità, serietà e crescita». Concetti questi ripresi, quasi in maniera speculare, dal ministro dell'Economia, il quale ha ribadito come l'approvazione europea sia la prova che il percorso intrapreso è «percorsa con responsabilità e serietà», rimarcando, peraltro, come la riduzione del debito venga calcolata escludendo gli oneri derivanti dal Superbonus, un elemento che grava pesantemente sul conto della finanza pubblica. La strada del rigore, insomma, viene indicata come l'unica percorribile, nonostante le pressioni per sostenere i redditi di cittadini e imprese.

Il contesto macroeconomico e le sfide imminenti

A fare da contraltare ai giudizi positivi sul fronte del deficit, che si attesterebbe al di sotto della soglia del tre per cento del prodotto interno lordo, restano le proiezioni di crescita, che Dombrovskis ha definito deludenti: uno 0,4 per cento per l'anno in corso e un appena migliore 0,8 per cento per il 2026, numeri che descrivono un'economia in netta difficoltà e che necessita di un forte impulso. È proprio in questo spazio, tra la disciplina di bilancio e l'esigenza di rilanciare la produttività, che si giocherà la partita più importante, nella quale le riforme strutturali e gli investimenti del Pnrr sono chiamati a svolgere un ruolo decisivo, pena l'erosione dei fragili risultati fin qui conseguiti e l'allungamento dei tempi per una piena stabilizzazione.

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